L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Se la realpolitik Usa può fare anche i nostri interessi

di Adolfo Spezzaferro -


La Groenlandia è l’asset del secolo. Dietro le facili ironie sull’“acquisto dell’isola” si nasconde una verità che la geopolitica conosce bene: l’Artico è il nuovo baricentro della sicurezza globale. Tra lasciare che Russia e Cina continuino a espandere la loro influenza silenziosa e accettare un controllo Usa esplicito, la scelta è obbligata.

Trump lo dice chiaro e forte: “La Groenlandia mi serve per la sicurezza mondiale”. Tradotto, significa: radar, difesa missilistica, controllo delle rotte e soprattutto delle terre rare. Mosca ha già militarizzato la rotta del Nord, Pechino avanza a colpi di investimenti. L’Ue resta a guardare, la Danimarca presidia simbolicamente (con la famosa slitta trainata dai cani).

Il vuoto strategico, però, non resta mai tale – la geopolitica in questo è una scienza esatta. Affidarsi a Trump (che ci sta dicendo che come Ue e Nato non siamo in grado di difendere la regione) è l’unico modo per garantire una deterrenza reale. L’alternativa è perdere il controllo dell’Artico. Meglio un alleato ingombrante e frettoloso che due avversari pazienti (di cui uno, Pechino, letale).


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