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Cultura & Spettacolo

Classifica Università: per l’Italia un top 100 ma 100mila laureati in meno

In dieci anni il Paese ha subito questo deficit, un dato che pesa sulla competitività delle istituzioni accademiche nel lungo periodo

di Giorgio Brescia -


Dalla nuova classifica delle università europee nel Qs Ranking 2026 notizie contrastanti per l’Italia. Un ateneo entra nella top 100 globale per la prima volta nella storia, altre università italiane guadagnano terreno nei ranking europei e mondiali. E l’Italia si conferma quarto Paese europeo per numero di atenei classificati.

Allo stesso tempo emergono segnali di difficoltà su mobilità internazionale e perdita di laureati verso l’estero, con impatti concreti su occupazione e prestigio accademico. I risultati dicono molto di più dei semplici numeri e rivelano una università italiana in trasformazione tra eccellenze e fragilità strutturali.

Un primato storico: Milano entra nella top 100 mondiale

Per la prima volta un’università italiana – il PoliMi – conquista un posto nella top 100 del ranking mondiale QS, mettendo l’Italia sull’altare dell’eccellenza accademica globale. Questo piazzamento segna un risultato storico e porta la reputazione dell’ateneo italiano a confrontarsi alla pari con le università più prestigiose del pianeta, un balzo che può attrarre studenti internazionali e rafforzare collaborazioni con istituzioni estere.

Italia quarta in Europa ma con segnali di debolezza

L’Italia si piazza come quarto Paese europeo per numero di università presenti in classifica, un segnale di massa critica accademica. Tuttavia la fotografia completa nasconde dinamiche complesse: molte università scendono in graduatoria, alcune perdono posizioni significative e il sistema soffre nella capacità di trattenere giovani laureati. In dieci anni il Paese ha perso quasi 100mila laureati tra i 25 e i 35 anni, un dato che pesa anche sulla competitività delle istituzioni accademiche nel lungo periodo.

I successi italiani

Diversi atenei italiani mostrano progressi o mantenimento di posizioni rilevanti. Alcuni guadagnano terreno nella classifica europea, con balzi inattesi di singole università che consolidano reputazione e presenza internazionale.

L’ingresso di nuove istituzioni italiane nella classifica mondiale e l’avanzamento in posizioni chiave testimoniano che l’università italiana non è ferma ma sta crescendo in specifici cluster di qualità e ricerca.

Alcuni atenei italiani registrano sbalzi significativi in classifica. L’Università di Catania guadagna oltre cinquanta posizioni nel ranking europeo, passando dal fondo della graduatoria a una posizione molto più competitiva, e questo progresso riflette miglioramenti tangibili su indicatori come produzione scientifica e cooperazioni internazionali.

L’Università di Genova sale costantemente nella graduatoria, confermando un percorso di crescita che premia gli sforzi sul fronte della reputazione accademica e dell’integrazione con il mercato del lavoro.


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