L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Vannacci sogna il 20%, ma il suo Futuro è un’incognita

di Laura Tecce -


Da anni nel marketing elettorale è in voga una tendenza: prima nasce il simbolo, poi il suo lancio sui social e alla fine – forse – si struttura un partito vero e proprio. O anche no: talvolta un bel logo, slogan ad effetto e un presunto “uomo della Provvidenza” bastano e avanzano. E il generale Roberto Vannacci, con la registrazione del suo “Futuro Nazionale”, ovviamente, rientra in questa categoria.

Cerchio blu, scritte bianche, nome in giallo, ala tricolore e bandiera sullo sfondo: più che un logo, un compendio di semantica patriottica. Nessuna fiamma — assicurano i vannacciani — ma “due ali per volare alto e un’onda che travolge”. In politica è sempre decisivo spiegare cosa non si è, quando tutti hanno già capito cosa si vuole sembrare. Le frasi di accompagnamento sono di scuola berlusconiana primi Duemila: “Stanco del mondo al contrario?”, “Italia, stiamo arrivando”… Emotività, vena salvifica e retorica quanto basta. Non spiegano nulla ma promettono tutto.

“Futuro”, peraltro, è una parola che nella nostra recente storia politica ha conosciuto più epiloghi che inizi, da Fini a Di Maio. “Nazionale” invece è un aggettivo che in Italia non ha mai avuto problemi di collocazione e sa a quale immaginario strizzare l’occhio. E a proposito di posizionamento: dentro la Lega – non giriamoci intorno – quella di Vannacci è una corrente; fuori, sarebbe un test di resistenza per il centrodestra.

Un 3% autonomo può valere più di un 10% interno, perché non sposta seggi ma equilibri. Salvini minimizza mentre Vannacci, in versione “megalomania ne abbiamo?”, punta al 20%. Ambizione legittima, realtà utopica. La sua forza è l’identità netta, il suo rischio è la stessa identità netta. “Futuro Nazionale” potrebbe diventare un magnete per scontenti o l’ennesimo contenitore di rabbia a tempo determinato. In politica le ali servono per volare, ma senza pista si resta un simbolo depositato e un profilo Instagram molto motivato. E i like, per ora, non votano.


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