Basciano: Il paese perfetto per chi ama parlare da solo
Quando la rete cade e rivela ciò che davvero non funziona: il sistema
A Basciano il telefono tace da oltre sessanta giorni. Non è un guasto: è una rimozione collettiva, un blackout di attenzione che trasforma un intero paese in un’appendice dimenticata della modernità. Le case e le attività vivono in una sospensione grottesca, come se qualcuno avesse deciso che qui la connessione potesse essere facoltativa. La quotidianità procede, ma con la sensazione di essere diventati un errore di sistema, un fastidio che nessuno ha voglia di affrontare. Nel frattempo, altrove, si celebrano algoritmi, 5G, reti “smart”. Qui, invece, l’unica cosa smart è la pazienza dei cittadini.
LA FARMACIA SENZA ARTERIE
Il punto più esposto è la farmacia, dove il telefono non è un comfort: è un’arteria vitale. Senza linea non arrivano farmaci, non si gestiscono urgenze, non si rassicurano gli anziani che non usano lo smartphone o che lo tengono spento “perché consuma”. Qui il guasto non è un disagio: è un rischio reale. E mentre il paese si arrangia, il servizio clienti risponde con la solita liturgia di frasi prefabbricate: “Stiamo lavorando per voi”, “Il guasto è noto”, “A breve sarà risolto”. È la burocrazia che tenta di sembrare umana e finisce per sembrare solo assente. Una voce che parla per non dire, che promette per non fare.
L’ITALIA CHE NON ASCOLTA
La domanda che circola è semplice: chi risponde di questo silenzio? Il gestore? L’infrastruttura? O un sistema che considera i piccoli centri come zone grigie, dove tutto può essere rimandato perché “tanto non succede niente”? Non è un episodio isolato: in molte aree d’Italia la rete è intermittente e l’assistenza un rituale inefficace. È un modello, non un imprevisto. Il silenzio di Basciano diventa così un simbolo più grande: la prova che l’innovazione, quando non conviene, non arriva. Un paese senza voce non è pittoresco: è esposto, fragile, dimenticato. E finché il guasto resterà lì, immobile come un promemoria, Basciano continuerà a parlare nel vuoto. Un vuoto che denuncia più di qualsiasi protesta, più di qualsiasi comunicato, più di qualsiasi promessa.
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