Comunicazioni Piantedosi su Torino, il Pd si spacca
Più di un senatore dem non vede di buon occhio l’idea di presentare e sostenere un documento unitario con Avs
C’è distanza tra le varie anime del Pd a poche ore dalle comunicazioni in Senato del ministro dell’Interno Piantedosi sugli scontri avvenuti a Torino al corteo pro Askatasuna di sabato. Dinanzi alle violenze contro le forze dell’ordine e anche nei confronti di alcuni giornalisti, la premier Meloni ha parlato di “un attacco allo Stato” chiedendo una risposta unitaria di tutta la politica. Una reazione corale e, soprattutto, ferma. Un richiamo quello all’unita espresso dalla stessa segretaria del Pd. Un’occasione ghiotta per Giorgia Meloni che, a nome dell’intero governo, ha in sostanza chiesto che alle parole seguissero i fatti. Una sfida, un invito sincero o un modo per stanare l’opposizione? Difficile a dirsi. Quel che è certo è che non c’è alcun sentimento realmente unitario rispetto a quanto accaduto sabato.
La linea dell’opposizione
Lo si è visto già ieri alla Camera durante l’informativa di Piantedosi. Il primo appuntamento del ministro in Parlamento sugli scontri di Torino. I leader dei principali partiti di opposizione, Pd e Movimento 5 Stelle, hanno scelto la strada dell’attendiamo. Né Elly Schlein né Giuseppe Conte sono intervenuti alla Camera, lasciando la scena alle seconde file dei rispettivi partiti. Il clima, ad ogni modo, è stato tutt’altro che distensivo. Soprattutto, emersi ancora una volta gravi distinguo di fondo. Al ministro che ha palesato la gravità di scontri che hanno colpito al cuore lo Stato, il Pd ha replicato sostenendo che il governo non accetta manifestazioni di dissenso nei suoi confronti. La distanza, insomma, è siderale. Ma non lo è solo tra maggioranza e opposizione.
Le divisioni del Pd in vista del voto sulle comunicazioni in Senato di Piantedosi
Proprio nel Pd, infatti, in attesa delle comunicazioni in Senato di Piantedosi si registrano linee differenti. Atteso che l’idea di un voto unanime su un documento unitario è bella e accantonata, è nello stesso gruppo del che si registrano differenze sostanziali. L’area Schlein, da sempre attenta a strizzare l’occhio alla sinistra dura e pura, sostiene la causa di una risoluzione unitaria di tutte le opposizioni. Il fronte riformista, invece, è scettico rispetto a questa linea. Più di un senatore dem non vede infatti di buon occhio l’idea di presentare e sostenere un documento unitario con Avs da cui li separa una sensibilità nettamente differente su Askatasuna, sugli scontri e, più in generale, su quella che dovrebbe essere la reazione ai violenti. Una linea moderata e responsabile che difficilmente potrà prevalere in un Pd più incline a rimarcare, anche in questo caso, la distanza con la maggioranza che a discostarsi da chi, pur non difendendoli, abbraccia le ragioni dei violenti. E così anche quello della sicurezza e della relativa emergenza, invece di unire la politica contro chi attacca le istituzioni, diventa terreno di scontro.
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