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Esteri

La New York che non ti aspetti tra neve, gelo e rifiuti

di Cinzia Rolli -


I newyorkesi combattono da giorni con cumuli di spazzatura sulle strade e sui marciapiedi di diversi quartieri della città.
Un residente dell’Upper East Side, intervistato, si dice stufo e arrabbiato perché’ l’immondizia davanti casa sua è più alta di un’automobile. Così come altri cittadini hanno riferito che dalla prima nevicata nessuno si è preoccupato di raccogliere i rifiuti.

Altri lamentano che lo spettacolo è penoso non solo per se stessi ma anche per gli ospiti e le persone che si recano in visita nelle loro case. Ci sono montagne di scatole, rifiuti organici e indifferenziati sparsi ovunque.
C’è anche chi se la prende con Mamdani per aver esortato i cittadini della Grande Mela ad avere semplicemente pazienza. E dopo che il New York Post ha documentato come l’area intorno a Gracie Mansion, la residenza del sindaco, fosse stata pulita velocemente mentre il resto della città restava sommerso dai rifiuti, è scoppiata la polemica.

Oltre all’ammasso di rifiuti e al tanfo, anche il ghiaccio rende difficile la circolazione pedonale. Inoltre diversi senzatetto squarciano i sacchi della spazzatura in cerca di oggetti e cibo e i topi passeggiano indisturbati tra i rifiuti.
Se il clima non fosse così rigido, però, le enormi pile di scarti inizierebbero a marcire, causando un disastro sanitario e un odore ancora più insopportabile in tutta la metropoli.
Il Dipartimento dei Servizi Sanitari opera in regime limitato dando priorità alla spazzatura indifferenziata e al compostaggio ed invita gli utenti a non riciclare per il momento. Si giustifica con la necessità di dover provvedere prima alla rimozione della neve e allo spargimento del sale per le strade. Finora sono state utilizzate oltre duecento milioni di libbre di sale.

Ciò che non comprendono i cittadini di New York è perché solo il servizio di smaltimento immondizia non funziona da quasi due settimane quando invece autobus e veicoli circolano per le strade.
Nel Bronx per esempio sacchi di rifiuti sono sparsi nel Grand Concourse a solo un isolato rispetto al luogo dove il sindaco ha tenuto un evento il sabato pomeriggio.

Inoltre il gelo ha solidificato gli scarti organici all’interno dei sacchi, rendendo la rimozione manuale molto più lenta e faticosa per gli operatori, costretti a turni di dodici ore.
La gente di diversi quartieri è scesa in strada per ripulire il più possibile ma è ben poca cosa rispetto a quanto necessario per far tornare a respirare la città.

Per liberare spazio sui marciapiedi e permettere ai camion della spazzatura di passare, New York sta utilizzando massicciamente gli “snow melters”, macchinari industriali in grado di sciogliere milioni di chili di neve ogni ora, filtrando contestualmente i detriti e i rifiuti rimasti intrappolati nel ghiaccio.
Le vasche sono fondamentali perché sono dotate di speciali griglie e filtri (strainers) che catturano sacchetti di plastica, detriti e rifiuti solidi prima che l’acqua finisca nelle fogne. Una volta che la neve è diventata liquida, gli operatori possono separare e raccogliere la spazzatura che prima era intrappolata nel ghiaccio, facilitando la pulizia dei marciapiedi.

Il loro funzionamento è davvero interessante.
Ogni vasca può sciogliere tra le 60 e le 120 tonnellate di neve all’ora. L’ acqua all’interno non è bollente ma mantenuta a circa 38°F (circa 3,3°C), temperatura sufficiente per trasformare rapidamente il ghiaccio in liquido senza sprechi energetici eccessivi.
I camion scaricano la neve accumulata direttamente in queste enormi cisterne riscaldate da bruciatori da 12 milioni di BTU. L’acqua risultante viene poi convogliata direttamente nel sistema fognario.
Sono stati attivati 8 siti strategici (almeno uno per distretto), tra cui Lower Manhattan, Orchard Beach nel Bronx e Maspeth nel Queens.

Parliamo dei costi: oltre 6mila operatori lavorano su due turni massacranti per coprire le 24 ore e si stima che la città stia spendendo circa 20-25 milioni di dollari a settimana solo in straordinari non previsti dal budget ordinario. Il sindaco Zohran Mamdani ha dovuto attivare clausole di emergenza per assumere ditte esterne.
Questi contratti “spot” sono molto più costosi dei servizi interni e servono a pulire le arterie secondarie dove i mezzi municipali non riescono ad arrivare.
New York stanzia ogni anno una cifra fissa per la rimozione della neve (solitamente intorno ai 100-110 milioni di dollari). Con la tempesta “Fern”, tale fondo è stato consumato in meno di 10 giorni. Ogni dollaro speso ora viene sottratto ad altri servizi cittadini o richiede l’intervento di fondi di emergenza statali o federali (FEMA). La sfida per il sindaco della Città che non dorme mai ora non è solo pulire le strade, ma dimostrare che l’efficienza non è un privilegio riservato a pochi.


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