Addio a Cesare Castellotti, storica voce Rai da Torino
L'ingresso nella squadra di 90° minuto lo rese notissimo al grande pubblico tv
È morto Cesare Castellotti, giornalista e storico corrispondente Rai da Torino, figura di riferimento del giornalismo italiano. Castellotti aveva costruito una carriera di grande rilievo raccontando eventi nazionali e internazionali per il servizio pubblico, con spirito critico e rigore professionale. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio tra colleghi, addetti ai lavori e spettatori che l’hanno seguito per decenni.
La carriera di un corrispondente di lungo corso
Castellotti divenne noto per la sua attività giornalistica negli anni ’70, entrato nella redazione Rai di Torino. Fiat, calcio, basket, pallavolo: gli argomenti che trattava sempre con equilibrio ed empatia.
L’anno 1976 segnò l’ingresso nella squadra di corrispondenti di 90º Minuto. Interveniva dai campi di Torino e dalle principali città del Nord, diventando una voce riconoscibile del racconto della Serie A.
Nel 1979 assunse la conduzione di Piemonte Sport del TG Piemonte su Rai 3, consolidando il suo ruolo nell’informazione sportiva regionale e nazionale.
Poi, nel corso della carriera, seguì per la Rai 5 Mondiali di calcio e 6 Olimpiadi, firmando servizi e collegamenti dai più importanti eventi sportivi internazionali.
Gli aneddoti
In una intervista, scherzò sulle sue “giacche improbabili”. Il suo abbigliamento dell’epoca, lontanissimo dai canoni moderni.
La sua cadenza torinese e il suo stile misurato divennero oggetto di una celebre imitazione da parte di Teo Teocoli, che ne amplificò i tratti caratteristici rendendolo ancora più popolare presso il grande pubblico inventandosi “Gianduia Vettorello”.
Durante le storiche dirette condotte da Paolo Valenti in Rai, Cesare Castellotti fu spesso protagonista da Torino di buffi inconvenienti tecnici. Audio che saltava o collegamenti difficili da stabilire, che Valenti gestiva con la consueta ironia.
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