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Politica

Meloni e il decreto sicurezza: “Scelte chiare contro violenze”

La premier striglia le opposizioni: "Stato di polizia? Facessero pace..."

di Cristiana Flaminio -


Meloni va in tv e, spiegando le ragioni e le norme contenute nel nuovo decreto sicurezza, lancia sciabolate all’opposizione. La presidente del consiglio, dopo aver “incassato” le accuse delle minoranze ha rilanciato immediatamente contrattaccando. E ospite di Dritto e Rovescio su Rete 4 ha ribadito i motivi che, dopo gli scontri di Torino al corteo per il centro sociale Askatasuna, hanno portato il governo a imporre un giro di vite per garantire la sicurezza.

Meloni e il decreto sicurezza

Le parole della premier sono nette. E delimita il campo dell’operatività del nuovo decreto. In pratica, la premier spiega che si potrà fermare preventivamente qualcuno “quando c’è la ragionevole previsione che quella persona possa andare in piazza o stia andando in piazza per commettere delle violenze o delle devastazioni”. Dunque solo ed escluvisamente “in questi casi la polizia può fermare queste per ragioni di ordine pubblico, per un massimo di 12 ore”. Pertanto Meloni rispedisce al mittente le dure critiche giunte dall’opposizione proprio sul decreto sicurezza.

La strigliata alle minoranze

“Ora, per capirci, noi abbiamo la sinistra che ci sta accusando di volere lo stato di polizia per questa norma, ed è la sinistra, la stessa sinistra, che ieri ci accusava perché noi non avevamo fermato quelli che a Torino erano arrivati anche dall’estero. Fate pace, perché la norma serve esattamente a questo”, ha tuonato la premier. Meloni, sul decreto sicurezza, ha poi affermato riferendosi alle violenze di Torino: “Io penso che di fronte a uno scenario del genere si debba tutti decidere da che parte vogliamo stare, senza ambiguità. Allora, tutte le forze politiche hanno detto in questi giorni: siamo con le forze dell’ordine, siamo dalla parte delle istituzioni. Io ci credo, però allora va anche dimostrato con scelte chiare e va dimostrato dicendo basta a queste forme di ambiguità”.


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