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Ambiente

Drina, un fiume di rifiuti che soffoca i Balcani

Emergenza ambientale, responsabilità condivise e un futuro ancora sospeso

di Marzio Amoroso -


Il fiume Drina è diventato, inverno dopo inverno, il simbolo più evidente di una crisi ambientale che non conosce tregua. Ogni anno, migliaia di metri cubi di rifiuti si accumulano lungo il suo corso, trascinati dalle piene stagionali e dalle discariche abusive che costellano le valli di Bosnia, Serbia e Montenegro. È un fenomeno che si ripete con una regolarità inquietante, trasformando uno dei fiumi più suggestivi dei Balcani in una distesa galleggiante di plastica, legname, pneumatici ed elettrodomestici.

Un’emergenza che si rinnova ogni inverno

Quando le piogge invernali ingrossano i torrenti montani, tutto ciò che è stato abbandonato nei letti secondari o nelle discariche improvvisate finisce inevitabilmente nel corso principale. La massa di rifiuti viene poi intercettata dalla barriera della centrale idroelettrica di Višegrad, dove si forma una gigantesca zattera che richiede settimane di lavoro per essere rimossa. La quantità varia di anno in anno, ma le stime parlano costantemente di migliaia di metri cubi, un volume che mette in crisi sia le infrastrutture sia le comunità locali.

Impatto ambientale e sociale

L’accumulo di rifiuti non è solo un problema estetico. Le acque vengono contaminate da plastiche, oli e materiali tossici, con effetti diretti sulla fauna fluviale e sugli ecosistemi circostanti. Le comunità che vivono lungo il fiume Drina subiscono le conseguenze più immediate. Odori, proliferazione di insetti, rischi sanitari e un danno d’immagine che pesa sul turismo, una delle risorse economiche più importanti della regione.

Responsabilità diffuse, soluzioni lente

La gestione dei rifiuti nei Balcani occidentali rimane uno dei nodi più complessi del percorso di avvicinamento all’Unione Europea. Le infrastrutture sono insufficienti, la raccolta differenziata è spesso marginale e la cooperazione transfrontaliera procede con lentezza. Il risultato è un sistema frammentato, in cui nessuno dei Paesi coinvolti riesce a intervenire in modo strutturale. Le operazioni di pulizia, per quanto necessarie, restano interventi tampone che non affrontano le cause profonde del problema.

Un futuro ancora da scrivere

La pressione delle ONG e delle comunità locali cresce di anno in anno, mentre le istituzioni internazionali chiedono riforme più incisive. Ma finché non verrà costruito un sistema coordinato di gestione dei rifiuti, il fiume Drina continuerà a trasformarsi in una discarica galleggiante ogni inverno.


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