Caso Sangiuliano, Boccia rinviata a giudizio
Le accuse: stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. Il processo, dal 6 ottobre
La decisione del Gup di Roma: rinviata a giudizio Maria Rosaria Boccia dopo l’udienza preliminare nel caso che vede parte lesa l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
Boccia è accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. Il processo partirà il 6 ottobre davanti al giudice monocratico. Anche false dichiarazioni nel curriculum sono contestate nel capo d’accusa.
Accuse e rinvio a giudizio
Oggi, 9 febbraio, il Giudice per le Udienze Preliminari di Roma ha disposto il rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia, presente in aula durante la decisione. La Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dalle pm Giulia Guccione e Barbara Trotta, contesta a Boccia una serie di reati legati alla vicenda Sangiuliano. L’ex ministro della Cultura, la moglie e l’ex capo di gabinetto Francesco Gilioli si sono costituiti parte civile nel procedimento.
Nel capo d’imputazione figurano stalking aggravato, per condotte considerate persecutorie; lesioni personali; interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. Vi è anche una contestazione per presunte false dichiarazioni nel curriculum presentato da Boccia in relazione all’organizzazione di alcuni eventi, elemento che aggrava il quadro dell’accusa.
Origine dell’inchiesta e tensioni politiche
La vicenda ha avuto origine dopo l’esposto presentato da Gennaro Sangiuliano, in seguito a una relazione personale tra lui e Boccia che si è poi incrinata, portando allo sviluppo delle indagini dei magistrati romani. Le indagini avevano già portato alla chiusura formale del fascicolo nel luglio scorso, con la contestazione dei reati prima dell’udienza di oggi.
Nel corso delle indagini, i magistrati avevano proceduto anche a perquisizioni e sequestri di materiale informatico, tra cui telefoni e dispositivi, per acquisire prove rispetto alle interferenze nella vita privata e professionale attribuite a Boccia. In un capitolo dell’inchiesta è finito anche un audio privato di Sangiuliano che era stato diffuso online, ritenuto dagli inquirenti parte delle interferenze contestate.
La vicenda aveva già creato uno scandalo politico e mediatico, innescando anche le dimissioni di Sangiuliano dalla carica di ministro della Cultura nel 2024, all’origine della denuncia penale.
Processo fissato a ottobre e reazioni
La prima udienza del processo è stata fissata per il 6 ottobre 2026 davanti al giudice monocratico di Roma. La decisione di rinvio a giudizio rappresenta un passaggio formale importante nella fase dibattimentale, durante la quale saranno esaminate le prove e ascoltate le parti.
Non sono ancora pervenute dichiarazioni ufficiali di Boccia dopo il rinvio a giudizio, mentre tra i legali si attende la strategia difensiva da adottare nei mesi che precedono il dibattimento.
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