L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Ucraina, si avvicinano le elezioni? Via libera al prestito Ue

In Italia la Lega si sdoppia: bocciato ordine del giorno al DL

di Ernesto Ferrante -


Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di aver accettato la proposta americana di tenere un altro round di colloqui la prossima settimana negli Stati Uniti per mettere fine alla guerra con la Russia. In un’intervista a Bloomberg, Zelensky ha precisato che la prossima sessione di trattative è prevista per martedì 17 o mercoledì 18. Il leader ucraino ucraino, secondo il Financial Times, starebbe pianificando elezioni presidenziali da tenere in primavera, da affiancare a un referendum su un accordo di pace. La data ipotizzata per il voto è il 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale russa in Ucraina.

Per l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, “tenere elezioni mentre la guerra è ancora in corso non è decisamente una buona soluzione”. “La maggioranza dei Paesi europei – ha proseguito Kallasha nella propria Costituzione una disposizione per cui durante la guerra non si tengono elezioni”.

Il maxi prestito all’Ucraina

Il Parlamento europeo ha approvato con 458 voti a favore, 140 contrari e 44 astenuti il ricorso al meccanismo della cooperazione rafforzata per l’erogazione del prestito da 90 miliardi all’Ucraina. Gli eurodeputati hanno anche dato il via libera alla modifica allo Strumento per l’Ucraina (Ukraine Facility), con cui l’Ue eroga l’assistenza macro-finanziaria a Kiev, necessaria per la nuova struttura di finanziamento. Semaforo verde infine all’utilizzo del margine di manovra del bilancio europeo 2021-2027 come garanzia per il prestito all’Ucraina, i cui fondi verranno raccolti attraverso l’emissione di debito comune. Lega e M5S hanno votato contro. Avs si è astenuta.

Dei 90 miliardi, 60 andranno al rafforzamento della capacità di difesa ucraina, anche attraverso l’acquisto di equipaggiamento militare, con preferenza per il materiale Ue, mentre altri 30 all’assistenza o al sostegno di bilancio del Paese.

Un salasso economico per l’Ue

I costi del servizio del debito saranno coperti dai bilanci annuali dell’Ue. L’esecutivo europeo li ha stimati in circa 1 miliardo di euro per il 2027 e 3 miliardi all’anno a partire dal 2028. Il conto da pagare per l’Italia è di 10 miliardi. L’Ucraina sarà responsabile del rimborso del capitale del prestito una volta ricevute le riparazioni di guerra dalla Russia, anche se il Consiglio europeo non ha escluso il ricorso agli attivi russi congelati e detenuti nell’Unione, qualora Mosca decidesse di non pagare.

Colloquio Rutte-Trump

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha riferito al presidente degli Usa Trump quanto ha potuto vedere nel corso della recente visita a Kiev. “Non rivelerò mai di cosa discutiamo – ha affermato Rutte – ma l’amministrazione americana è pienamente consapevole della terribile situazione in Ucraina”.

Nei contatti abituali con il presidente americano – ha continuato – ci aggiorniamo a vicenda su cosa sta succedendo, cosa stiamo vedendo, questo fa parte delle nostre conversazioni regolari. Negli Stati Uniti c’è assoluta chiarezza su cosa sta succedendo in Ucraina, non c’è dubbio. Ma, quando discutiamo, ci aggiorniamo a vicenda”.

Cosa sta accadendo in Italia

In Italia è stato bocciato l’ordine del giorno al dl Ucraina depositato dai deputati che fanno capo al generale Roberto Vannacci con cui si chiedeva lo stop dell’invio delle armi Zelensky. I voti a favore sono stati solo tre, quelli dei presentatori, Rossano Sasso, Emanuele Pozzolo ed Edoardo Ziello. I parlamentari di Futuro Nazionale, in precedenza, avevano votato la questione di fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina, passata con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti.

“Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare”, aveva anticipato Vannacci, aggiungendo che i suoi non si sarebbero prestati ai giochini “di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità”. La giornata ha certificato l’incoerenza politica della Lega: contro le armi all’Ucraina a Strasburgo, ma favore a Roma. Questione di chilometri.


Torna alle notizie in home