No al nuovo trapianto: il comitato degli esperti respinge l’ultima possibilità per Tommaso
Stimata una percentuale di riuscita del solo 10 per cento. Ora, la difficile gestione del bimbo attaccato alla macchina di assistenza extracorporea
Due giorni fa, al Monaldi, la preghiera dei trapiantati e dei loro familiari all'esterno dell'ospedale, per Tommaso
Il comitato di esperti riunito all’ospedale Monaldi di Napoli ha espresso il suo no: parere negativo sull’esecuzione di un nuovo trapianto di cuore per Tommaso, il bambino di due anni e mezzo ricoverato in Terapia Intensiva dopo un primo intervento andato storto. La decisione arriva oggi, al termine di una valutazione complessa delle condizioni cliniche del piccolo, già gravato da problemi di rigenerazione post-operazione.
La decisione odierna del comitato di specialisti
A Napoli un team di cardiologi pediatrici e cardiochirurghi provenienti da diverse strutture italiane — fra cui l’Ospedale Regina Margherita, l’Ospedale dell’Università di Padova e l’Ospedale Papa Giovanni XXIII. La convocazione, per valutare la trapiantabilità del nuovo cuore reso disponibile nei giorni scorsi.
La decisione unanime del comitato, definitiva. Condizioni cliniche insufficienti per procedere con il secondo trapianto. La valutazione tiene conto della gravissima compromissione organica che il bambino ha subito da dicembre, collegato a una macchina di assistenza extracorporea dopo l’insuccesso del primo intervento con il cuore “bruciato”.
Il contesto clinico e l’errore nel primo trapianto
Il caso del piccolo ha avuto inizio il 23 dicembre scorso, quando un cuore donato era stato impiantato al bimbo, poi rivelatosi danneggiato, compromettendo l’operazione e costringendo il neonato alla terapia intensiva prolungata. In quella circostanza, indagini preliminari hanno evidenziato un cuore trasportato in modo non conforme alle linee guida tecniche, con un contenitore privo di regolazione della temperatura e potenzialmente compromesso dal freddo eccessivo del ghiaccio secco durante il trasporto.
La valutazione del nuovo organo e le probabilità di successo
Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, comunque stimata una percentuale di riuscita pari a circa il 10 %. Una prospettiva ritenuta troppo bassa dalla maggior parte degli specialisti chiamati alla decisione. L’unico cardiochirurgo disposto sulla carta a tentare l’intervento era il professionista che aveva già operato la prima volta – uno dei sei indagati -, ma il comitato ha declinato l’ipotesi a causa del quadro clinico complessivo estremamente fragile del bambino.
Indagini e ispezioni in corso
Parallelamente alla valutazione medica, gli ispettori inviati dal ministero della Salute al Monaldi acquisiscono documentazione, cartelle cliniche e procedure legate alla vicenda. Poi, il trasferimento all’ospedale di Bolzano, luogo di partenza del cuore donato prelevato e trasportato nella fase precedente del caso. Le verifiche intendono chiarire eventuali responsabilità e contribuire all’indagine in corso.
La condizione del piccolo e l’iter successivo
Il piccolo, ricoverato in condizioni critiche nella Terapia Intensiva del Monaldi, viene sottoposto a monitoraggio continuo e supporto extracorporeo. Dopo il parere negativo del comitato degli esperti, una nuova discussione medica. Stavolta spostata sulle opzioni palliative e di gestione clinica senza ulteriore intervento chirurgico. La complessità del suo quadro organico rende difficile formulare previsioni certe sulla prognosi.
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