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Politica

Saluti romani ad Acca Larentia, 32 proscioglimenti

La decisione del gup di Roma: "nessuna previsione di condanna"

di Pietro Pertosa -


Saluti romani ad Acca Larentia, arrivano 32 proscioglimenti. I fatti si riferivano alle manifestazioni tenutesi a Roma, il 7 gennaio del 2024, in memoria di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni uccisi dal piombo del terrorismo rosso nei pressi della sede locale del Movimento Sociale italiano il 7 gennaio del 1978. La pronuncia del giudice per l’udienza preliminare di Roma ha portato al proscioglimento di tutti e trentadue gli imputati, perché non ci sarebbe stata “nessuna previsione di condanna”.

Saluti romani, arrivano i proscioglimenti

Tra le persone che erano rimaste invischiate nel procedimento c’era pure Gianluca Iannone, leader di CasaPound. L’accusa dei pubblici ministeri nei confronti degli imputati, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, contestava la violazione delle leggi Mancino e Scelba. Ma per il giudice per l’udienza preliminare anche esperendo il processo non ci sarebbe stata alcuna previsione di condanna. Fatto, questo, che ha indotto il gup a dichiarare il proscioglimento di tutti le 32 persone coinvolte.

I fatti e le polemiche

La manifestazione del 7 gennaio 2024 era finita al centro di una furibonda polemica politica. Che, dalle aule parlamentari s’era trascinata fin da subito in quelle di giustizia. I saluti romani ad Acca Larentia, per settimane, furono al centro del dibattito. Elly Schlein tuonò sui social: “Roma, 7 gennaio 2024. E sembra il 1924. Presenteremo un’interrogazione al ministro Piantedosi, quel che è accaduto non è accettabile. Le oganizzazioni neofasciste vanno sciolte, come dice la Costituzione”. Una polemica che oggi finisce con un nulla di fatto. Almeno in tribunale.


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