Omicidio Sharon Verzeni, ergastolo per Sangare
La sentenza della Corte d'Assise di Bergamo, i familiari della vittima in lacrime
È stato condannato all’ergastolo Moussa Sangare, il 31enne di origini maliane ritenuto il colpevole dell’omicidio di Sharon Verzeni. Un delitto agghiacciante, avvenuto a Terno d’Isola in provincia di Bergamo nella notte tra il 29 e il 30 luglio di due anni fa. Senza motivo, senza alcuna ragione apparente. Sangare è stato oggi condannato dai giudici della Corte d’Assise di Bergamo, che ha emesso la sentenza dopo una riunione in camera di consiglio che è durata quasi quattro ore.
Omicidio Verzeni, ergastolo a Sangare
In aula, ad ascoltare il verdetto della Corte d’Assiste, c’erano i familiari della ragazza. Bruno Verzeni e Maria Teresa Previtali, i genitori di Sharon, hanno sentito la sentenza con il viso inondato di lacrime. Insieme a loro anche Sergio Ruocco, compagno della giovane barbaramente uccisa in strada a Terno d’Isola. E, infine, c’erano pure la sorella e il fratello della ragazza Melody e Cristopher Verzeni. Sangare, dopo aver ascoltato la sua condanna all’ergastolo, è rimasto freddo, senza alcuna reazione. Poi, a udienza conclusa, è stato accompagnato fuori dall’aula dagli agenti della penitenziaria.
“La famiglia aveva bisogno di giustizia”
Le parole della procuratrice aggiunta di Bergamo, Maria Cristina Rota, dopo la sentenza riferiscono della soddisfazione della magistratura inquirente. “Siamo soddisfatti nel senso che è stato chiuso il processo in relazione a un crimine orrendo e la famiglia aveva necessità di avere giustizia”, ha spiegato Rota. Che ha aggiunto: “Anche se dire soddisfatti, quando c’è un ergastolo, non è mai bello”, ha chiosato riferendosi alla pena comminata a Sangare.
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