Boom attacchi hacker: la crisi digitale è alle porte?
Raddoppiate le incursioni sempre più sofisticate e invasive nei confronti dei sistemi finanziari, rafforzati gli stress test
La prossima crisi potrebbe essere digitale, i servizi finanziari restano il settore più colpito dagli attacchi hacker in Europa. Oltre il 39% delle violazioni informatiche dirette proprio contro banche e istituzioni finanziarie, secondo l’ultimo report globale dell’Ibm X-Force Threat Intelligence Index 2026.
Attacchi hacker alla finanza, il boom
Il numero di tentativi di intrusione cresce anno su anno, evidenziando tattiche sempre più sofisticate. Aumenta la pressione anche sulle autorità di vigilanza: la Bce rafforza stress test e supervisione. La resilienza del sistema resta solida, ma nuove vulnerabilità emergono nella digitalizzazione dei servizi.
Le banche si trovano così a dover integrare cyber-difesa, rischi operativi e governance per mantenere fiducia e stabilità. L’escalation degli attacchi non riguarda solo il volume. Gli attacchi informatici al settore finanziario sono infatti più che raddoppiati nel 2025, passando da 864 a 1.858 incidenti secondo le ricerche sulle minacce globali.
Le tecniche offensive si fanno sempre più evolute, sfruttando strumenti automatizzati e perfino intelligenza artificiale per creare campagne di phishing mirate, frodi social engineering e intrusioni coordinate che possono aggirare sistemi di difesa tradizionali. Dinamiche nelle quali gli hacker non si limitano più a testare vulnerabilità superficiali, ma puntano a sfruttare falle profonde nei processi digitali. Nel frattempo, report indipendenti e ricerche di settore evidenziano una crescente emergenza operativa.
Il pericolo della crisi digitale in Italia
In Italia, l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano stima che nel 2025 oltre un terzo delle grandi imprese abbia subito attacchi con impatti significativi, spingendo molte realtà a incrementare i budget per l’incident response e la protezione dei sistemi digitali. In totale, il sistema finanziario italiano investe circa 1,2-1,5 miliardi di euro l’anno in cybersecurity.
Il rischio cyber non più un pericolo astratto, ma una realtà con conseguenze dirette sulla fiducia dei clienti, la continuità dei pagamenti e l’integrità delle infrastrutture critiche. Per il settore finanziario, necessario presidiare non solo i perimetri digitali, ma anche rafforzare la capacità di analisi delle minacce, la reazione rapida agli incidenti e la resilienza operativa.
Un equilibrio dinamico tra il continuo attacco dei criminali informatici e gli sforzi di difesa messi in campo da banche, autorità di vigilanza e mercato della cybersecurity. Mentre gli attacchi aumentano in quantità e sofisticazione.
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