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Esteri

Ucraina: Orban accusa Zelensky (e l’Ue). In Italia un Sasso contro il governo

La lettera del premier ungherese al presidente ucraino

di Ernesto Ferrante -


Giovedì molto intenso per gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Pochi minuti dopo la pausa dei colloqui sul nucleare tra Iran e Stati Uniti, hanno iniziato il loro incontro con i rappresentanti ucraini, guidati da Rustem Umerov, per discutere dei negoziati per porre fine alla guerra con la Russia. Poco prima delle 17 all’hotel Four Seasons a Ginevra è arrivato anche l’inviato russo Kirill Dmitriev.

La questione territoriale è “la più complessa” da risolvere. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista al giornalista Pavel Zarubin. Secondo Peskov, le autorità ucraine non sarebbero attualmente concentrate sulla ricerca di una soluzione negoziata, ma punterebbero ad ottenere “centinaia di miliardi di euro con le buone o con le cattive”.

L’attacco russo contro l’Ucraina

Diverse città dell’Ucraina, tra cui Kiev, sono state colpite dagli attacchi russi con droni e missili balistici. Con “420 droni, per lo più ‘Shahed’, e 39 missili di vario tipo, 11 dei quali missili balistici”, la “notte scorsa la Russia ha sferrato nuovamente un attacco contro infrastrutture cruciali e palazzi”. Lo ha denunciato con un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, segnalando danni in otto regioni. “Sono state prese di mira infrastrutture per la fornitura del gas nella regione di Poltava, sottostazioni elettriche nelle regioni di Kiev e Dnipro – ha aggiunto il presidente ucraino – I soccorritori sono al lavoro nelle regioni di Chernihiv, Zaporizhzhia, Kharkiv, Kirovohrad, Vinnytsia e Kiev e nella capitale”.

La lettera di Orban a Zelensky

A Zelensky si è rivolto il primo ministro ungherese Viktor Orban in una lettera aperta pubblicata sui social. “Le vostre azioni sono contrarie agli interessi dell’Ungheria e mettono a repentaglio la sicurezza e l’accessibilità dell’approvvigionamento energetico delle famiglie ungheresi. Vi invito pertanto a cambiare la vostra politica anti-ungherese”, ha scritto Orban.

Da quattro anni non siete in grado di accettare la posizione del governo sovrano ungherese e del popolo ungherese riguardo alla guerra tra Russia e Ucraina – ha incalzato il primo ministro ungherese – da quattro anni lavorate per costringere l’Ungheria a entrare in guerra tra il suo Paese e la Russia”.

Orban ha accusato il leader ucraino di avere “bloccato l’oleodotto Friendship, fondamentale per l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria”, attribuendogli “azioni contrarie agli interessi dell’Ungheria e mettono a repentaglio la sicurezza e l’accessibilità dell’approvvigionamento energetico delle famiglie ungheresi”. All’ex comico è stato rivolto un invito “a cambiare la politica anti-ungherese”.

L’avvertimento di Zakharova ai volenterosi

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, durante un briefing, ha affermato che le “pretese” dell’Unione europea di avere un posto al tavolo dei negoziati di pace sono, “per definizione, infondate”. Zakharova ha anche avvertito i “volenterosi” che “qualsiasi contingente straniero in Ucraina sarà considerato un obiettivo legittimo per le forze armate della Federazione Russa”.

Gli scambi di salme e i conti che non tornano

La Russia ha restituito all’Ucraina le salme di mille soldati ucraini morti. Mosca ha ricevuto in cambio quelle di 35 suoi militari. La proporzione è molto simile a quella dello scambio precedente avvenuto a gennaio: 1000 e 38. Volodymyr Zelensky ha recentemente sostenuto che le sue truppe hanno riconquistato oltre 300 chilometri quadrati di territori, mentre il comandante in capo delle forze armate ucraine Sirskij ha parlato addirittura di 400km quadrati. In un’offensiva di questa portata anche i russi avrebbero dovuto registrare perdite ingenti, lasciando sul campo migliaia di corpi. La Difesa ucraina ha asserito che l’avversario nel solo mese di gennaio abbia perso 35mila uomini. Ma i conti non tornano.

L’affondo di Sasso

In Italia, Rossano Sasso, deputato ed esponente di Futuro nazionale, ha criticato l’approvazione al Senato del “tredicesimo invio di ulteriori soldi degli italiani per Zelensky con il voto favorevole di Lega, Forza Italia e Fdi”. Per il vannacciano è “una tassa semestrale per i cittadini Italiani, una specie di accisa per una guerra che non è la nostra”, per compiacere Ursula von der Leyen. “Strano modo di essere sovranisti. La mia Patria è l’Italia”, ha concluso Sasso.


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