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Esteri

Nuovi raid sull’Iran, mentre si infiamma il fronte in Libano

di Eleonora Ciaffoloni -


Proseguono senza sosta i raid congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, in quella che da Washington viene definita un’operazione “senza precedenti”.

Gli attacchi Usa e i raid di Israele in Iran

Secondo il CENTCOM, sono circa 50mila i soldati statunitensi schierati e oltre 200 gli aerei da combattimento impegnati nei bombardamenti su obiettivi militari e centri di comando iraniani. L’ammiraglio Brad Cooper ha dichiarato che le forze Usa hanno distrutto 17 navi di Teheran, incluso quello che è stato definito il sottomarino più operativo della flotta, riducendo drasticamente la presenza navale iraniana nel Golfo Arabico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

Israele ha annunciato di aver colpito “decine di obiettivi” a Teheran, inclusi centri di comando ritenuti strategici. In risposta, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha rivendicato il lancio di oltre 40 missili nell’ambito della 17esima ondata dell’operazione “True Promise 4”. Mentre nelle ultime ore sarebbero stati impiegati complessivamente più di 500 missili balistici e circa 2.000 droni contro obiettivi statunitensi e israeliani.

Il conflitto verso il Libano

L’escalation si estende anche al piano regionale: l’Iran avrebbe colpito sedi diplomatiche americane nel Golfo, mentre Israele segnala operazioni di terra in Libano. Inoltre, Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut. L’esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per 16 villaggi e città in Libano durante la notte. Tra gli obiettivi figurano alti ufficiali terroristici, lanciarazzi, depositi di armi e quartieri generali di Hezbollah e di altri gruppi terroristici.

Sul fronte politico, l’ONU ha chiesto un’inchiesta indipendente su possibili crimini di guerra. Intanto l’ex presidente Donald Trump ha avvertito che i prezzi del petrolio resteranno alti “per un po’” e si è detto pronto a scortare le petroliere attraverso Hormuz. La Francia, infine, ha annunciato l’invio della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo.


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