Israele avvia le operazioni di terra in Libano mentre continuano i raid in Iran
L'obiettivo è ampliare le attività militari contro gli alleati regionali di Teheran
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato l’avvio di “operazioni terrestri limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano, mentre nella notte è stata lanciata una nuova ondata di attacchi “su vasta scala” contro Teheran, colpendo quelle che Israele definisce infrastrutture del regime iraniano.
Secondo l’esercito israeliano, l’operazione rappresenta un ampliamento delle attività militari contro gli alleati regionali dell’Iran e mira a ridurre la capacità operativa delle milizie filo-iraniane. Fonti israeliane sostengono inoltre che restino “migliaia di obiettivi” ancora da colpire e ritengono che la campagna militare potrebbe durare almeno altre tre settimane.
Da Teheran arriva una dura condanna. Il ministro degli Esteri iraniano ha accusato Israele di aver colpito depositi di carburante, definendo l’operazione un vero e proprio “ecocidio” per i potenziali danni ambientali e sanitari a lungo termine per la popolazione locale. L’Iran, pur mantenendo una linea di fermezza, ha invitato gli alleati Usa nella regione a non intraprendere azioni che possano provocare un ulteriore allargamento del conflitto.
Nel frattempo, la tensione continua ad estendersi anche ai Paesi del Golfo. Un drone ha provocato un incendio nelle vicinanze dell’aeroporto di Dubai, causando la sospensione temporanea delle attività dello scalo e aumentando i timori per la sicurezza delle infrastrutture strategiche della regione.
Israele in Libano, Usa cercano contatti con Teheran
Sul piano diplomatico, gli Stati Uniti stanno cercando di avviare un percorso negoziale. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che Washington è in contatto con Teheran. Ma ha sottolineato che l’Iran “non è ancora pronto” a raggiungere un accordo per porre fine alle ostilità. “Stiamo parlando con loro, ma non credo siano pronti”, ha detto ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.
Parallelamente, la Casa Bianca starebbe lavorando alla formazione di una coalizione internazionale per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz, arteria strategica per il commercio energetico globale. Secondo fonti citate da Axios, l’annuncio dell’iniziativa potrebbe arrivare entro la fine della settimana.
L’Europa osserva con crescente preoccupazione l’evoluzione della crisi. L’Unione Europea sta valutando un rafforzamento della missione navale Aspides, mentre il Regno Unito considera l’invio di droni dragamine nella regione. Il dossier sarà discusso oggi durante il Consiglio Affari Esteri dell’Ue, mentre le compagnie petrolifere avvertono che la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane.
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