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Parla Nicastri (AIDR):“Il vero referendum è tra coraggio e immobilismo. Io voto Sì”

di Frida Gobbi -


Presidente Nicastri, perché questo voto è così importante?

“Perché non stiamo votando una legge qualunque, ma intervenendo sulla Costituzione. E le riforme costituzionali non sono campagne elettorali: sono atti formali con cui i cittadini chiedono ai propri rappresentanti di aggiornare le regole del Paese. Una Carta scritta nel 1947 non può restare immobile davanti a una società che è cambiata radicalmente, anche per effetto dell’Europa e della rivoluzione digitale”.

C’è chi parla di scontro politico. È davvero così?

“No, ed è questo il problema. Si sta trasformando un passaggio istituzionale in propaganda. Ma la Costituzione non è terreno di slogan. Serve responsabilità. Serve il coraggio di migliorare il funzionamento delle istituzioni, non di difendere rendite di posizione”.

Perché lei voterà SÌ?

“Perché ho visto troppe persone oneste travolte da meccanismi che non funzionano. Amici assolti con formula piena dopo anni, distrutti prima ancora di arrivare a sentenza. Non è giustizia, è un fallimento del sistema. Il voto SÌ è una scelta di equilibrio, di garanzia, di rispetto per i cittadini”.

Il dibattito oggi passa molto dal web. È un rischio o un’opportunità?

“È una grande opportunità. Oggi la vera piazza è digitale. Le persone leggono, confrontano, si fanno un’opinione. E non dobbiamo averne paura. Come ha detto il Presidente Meloni: non bisogna temere la libertà del pensiero né rifugiarsi negli slogan semplici su temi complessi. Il confronto, anche duro, è il cuore della democrazia”.

Cosa si aspetta dal voto del 22 e 23 marzo?

“Mi aspetto consapevolezza. Ormai il primo seggio elettorale è lo smartphone: lì si formano le opinioni. Ma il voto vero si esprime con responsabilità. Non scegliamo tra destra e sinistra. Scegliamo se avere il coraggio di cambiare o restare fermi”.

Un ultimo appello ai cittadini?

“Parlate, informatevi, discutete. Ma fatelo sui contenuti, non sugli slogan. Una società che smette di confrontarsi è una società che smette di crescere. Io voterò SÌ. E lo farò pensando a chi ha pagato sulla propria pelle le inefficienze del sistema. Oggi possiamo cambiare. Sta a noi”.


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