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Unabomber, caso chiuso. Archiviata l’inchiesta, nessun colpevole dopo oltre 30 attentati

La decisione del gip che chiude un capitolo lungo trent’anni

di Marzio Amoroso -


Il caso Unabomber del Nordest è stato ufficialmente archiviato. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura, mettendo fine al procedimento riaperto negli ultimi anni per riesaminare i reperti rimasti. La decisione è stata depositata ieri e segna la conclusione di una delle indagini più complesse e frustranti della storia giudiziaria italiana. Dopo tre decenni di ipotesi, piste, errori e ripartenze, la giustizia certifica che non esistono elementi per individuare un responsabile.

La superperizia che non trova nessuna corrispondenza

Il cuore della nuova inchiesta era la superperizia genetica disposta sui materiali ancora disponibili. Gli esperti hanno analizzato le tracce biologiche recuperate su alcuni ordigni e su altri reperti conservati negli archivi. Il risultato è stato inequivocabile: nessuna delle persone sottoposte a confronto genetico presenta compatibilità con il DNA estratto. È un esito che ha svuotato di significato l’intero impianto investigativo, confermando che non esiste un profilo utile per riaprire la caccia al responsabile degli attentati.

La scoperta della contaminazione che indebolisce tutto

Durante gli accertamenti è emerso che parte del materiale biologico attribuito in passato all’attentatore apparteneva probabilmente a membri della polizia giudiziaria intervenuti nelle prime fasi delle indagini. Una contaminazione avvenuta molti anni fa, quando la gestione dei reperti non seguiva ancora protocolli rigorosi come quelli attuali. Questo elemento ha reso impossibile attribuire valore probatorio a quelle tracce, cancellando l’ultima speranza di ottenere un’identificazione attraverso la genetica.

La posizione di Zornitta e la chiusura senza ombre

Tra gli indagati figurava nuovamente Elvo Zornitta, già coinvolto nella prima inchiesta e poi prosciolto. Anche questa volta la sua posizione è stata definitivamente chiarita. Aveva rinunciato alla prescrizione proprio per ottenere una decisione nel merito e la decisione del gip certifica la sua totale estraneità. Per lui, dopo anni di sospetti e ribalte giudiziarie, la vicenda si chiude senza più zone grigie.

Un mistero che resta irrisolto

Con l’archiviazione, il caso Unabomber rimane un enigma. Tra il 1993 e il 2006 il bombarolo ha colpito supermercati, chiese, parchi, luoghi affollati, lasciando feriti e paura. Oggi, dopo l’ultimo tentativo di far parlare i reperti, la giustizia prende atto che non esistono più strumenti per risalire all’autore. Il fascicolo si chiude, ma il volto dell’attentatore resta sconosciuto, sospeso in un vuoto investigativo che nessuna tecnologia è riuscita a colmare.


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