Premier Time, Meloni punta al nucleare: “Entro l’estate i decreti”
Dal Piano Casa alla Zes, mano tesa all'opposizione: "Sì a cabina di regia su priorità, no all'accusa di passerelle"
Sarà l’estate del nucleare e lo conferma pure Giorgia Meloni. Durante il premier time, la presidente del consiglio dei ministri ha parlato delle strategie economiche del Paese, dei problemi internazionali e, naturalmente, dei nodi di queste ultime settimane. Su tutti, quello dell’energia. Le parole della premier, a proposito, sono chiare. L’Italia è tra i Paesi che paga più di tutti in Europa il costo della bolletta. E se continua così il sistema Paese, che si fonda su quella che resta la seconda manifattura del Vecchio Continente, rischia davvero grosso.
Meloni e l’estate del nucleare
Sull’energia, le parole di Meloni sono chiare: “Il governo ci ha lavorato fin dall’inizio, entro l’estate sarà approvata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi per il quadro legislativo necessario alla ripresa per la produzione di energia nucleare in Italia”. E quindi: “Sono state adottate diverse misure per ridurre una dipendenza energetica che diventa sempre più pericolosa”. Sullo sfondo c’è il problema esiziale per l’economia e il futuro stesso del Paese. “Tra le grandi questioni da affrontare c’è quella energetica”. Appunto.
Gli scenari internazionali
Non solo nucleare, però: Meloni lo sa e ribadisce i punti cardine dell’azione di governo e non solo sul fronte economico. “Tra le priorità del governo ci sono il piano casa, che considero una misura anche economica, l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno e vogliamo rafforzare i meccanismi per estendere i fondi pensione nell’economia italiana. Qualcosa non funziona – ha affermato la presidente del consiglio dei ministri – se ci sono 260 miliardi che vengono raccolti dagli italiani dei quali solo quaranta sono investiti in Italia”.
Mano tesa alle opposizioni
Giorgia Meloni non vuole fare tutto da sola e, anzi, tende la mano alle opposizioni sui grandi temi a cominciare, appunto, dall’energia e dal nucleare. Nell’apertura della premier, però, c’è una clausola ineludibile. No passerelle, niente accuse. “Sarei anche disponibile, ma ricordo che quando abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso la risposta della stragrande parte dell’opposizione non è stata di disponibilità. Ricordo, uno degli ultimi casi all’inizio del conflitto in Iran, ci si è detto addirittura che volevamo organizzare una sorta di passerella ma non c’è da parte mia alcuna volontà di farlo”. E infine: “Se le posizioni delle forze di opposizione fossero oggi diverse le mie porte sarebbero ancora aperte e sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di anteporre l’interesse nazionale all’interesse di partito perché credo che la fase lo richieda e quindi la ringrazio per questa proposta”.
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