Presidenza Consob, Freni si ritira dalla corsa
Il ministro Giorgetti: "Sono contento".....
Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ed il sottosegretario al ministero dell'economia Federico Freni
Corsa alla presidenza Consob, Federico Freni sorprende il mondo politico con un passo indietro che agita il risiko delle nomine.
Consob, Freni si ritira dalla corsa
Il sottosegretario al Ministero dell’Economia ha infatti deciso di ritirarsi dalla corsa per la presidenza della Consob, uno degli incarichi più strategici della finanza italiana.
«Faccio un passo indietro», ha dichiarato Freni a Repubblica.it. Così alimentando subito indiscrezioni e retroscena nei palazzi romani. La scelta arriva in una fase delicata per gli equilibri della maggioranza guidata da Giorgia Meloni, dove il tema delle nomine resta centrale.
Giorgetti: “Sono contento”
A commentare la decisione è stato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha accolto positivamente il passo indietro del collega, dichiarandosi soddisfatto della permanenza di Freni al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Un segnale che, secondo molti osservatori, confermerebbe l’ulteriore fiducia politica e tecnica nei confronti del sottosegretario leghista.
Dietro la rinuncia potrebbero esserci diverse motivazioni. Dalla volontà di evitare tensioni interne alla maggioranza fino alla scelta di restare operativo su dossier economici cruciali del governo.
Non manca poi chi ipotizza un più ampio equilibrio politico tra i partiti del centrodestra sul futuro di Consob.
Nei corridoi del Mef

Nei corridoi del Mef la scelta viene letta soprattutto come una decisione di continuità politica e operativa. Federico Freni, negli ultimi anni, è diventato uno dei profili più presenti sui dossier economici della Lega di governo, lavorando a stretto contatto con il ministro Giancarlo Giorgetti.
In una fase delicata per i conti pubblici e per le trattative europee, mantenere invariati gli equilibri al Ministero dell’Economia potrebbe aver pesato più della corsa alla Consob.
O forse, davvero il motivo principale risiede nella quasi obbligata scelta di assicurare un percorso meno irto di polemiche al futuro della Consob.
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