Forza Italia, dopo la scossa al Senato adesso tocca alla Camera
La strada del rinnovamento in Forza Italia appare ormai tracciata. Resta da vedere da chi e come sarà imboccata
L’argine non è ancora crollato ma di certo la falla si è aperta ed è bella grande. È questa la sensazione dominante in Forza Italia dopo il passo indietro a cui è stato costretto Gasparri. Anche perché far ricadere la responsabilità del gruppo azzurro sulla socialista e figlia d’arte Stefania Craxi va nella direzione da tempo auspicata dalla famiglia Berlusconi. Rinnovamento della classe dirigente nel segno di una maggiore attenzione al tema dei diritti e di quella vocazione liberale e riformista che ha accompagnato Forza Italia sin dalla sua nascita. Un percorso iniziato al Senato che si vuole prosegua anche alla Camera. Dove da un lato c’è chi vive la sindrome dell’accerchiamento cercando di parare e prevenire “colpi che arrivano da tutte le parti”, riferiscono dalla vecchia guardia, e dall’altro si attende di trovare la quadra per portare una ventata di freschezza anche a Montecitorio.
Dopo la mossa al Senato si attende quella alla Camera
La strada potrebbe essere la stessa già percorsa a Palazzo Madama. Una raccolta di firme per sostituire il capogruppo. Una soluzione che, con il benestare della primogenita di Berlusconi, premierebbe il tandem composto da Giorgio Mulè e Alessandro Cattaneo. Il primo come nuovo presidente dei deputati, il secondo come portavoce. In questo caso, l’attuale capogruppo e tajaniano di ferro Paolo Barelli potrebbe aspirare alla poltrona lasciata libera da Mulè, quella della vicepresidenza della Camera. Uno schema di avvicendamento rodato con successo dagli azzurri al Senato già due volte in questa legislatura. Un modo per contenere il trauma, se non dal punto di vista politico, almeno da quello personale. Nel frattempo si cerca però di mediare, anche perché la circostanza ne offre l’occasione.
Imposto o concordato il rinnovamento in Forza Italia ci sarà
Se dell’ammutinamento dei senatori lo stato maggiore del partito è venuto a conoscenza solo dalla stampa e a giochi ormai fatti, alla Camera il tentativo è ben noto. Questo dà modo di organizzare una strenua difesa, ma apre anche alla possibilità di trattare. Di sedersi e ragionare alla ricerca dell’intesa su un nome che non faccia morti e neanche troppi feriti. Un profilo che potrebbe godere dell’apprezzamento di tutto il gruppo, e in grado sia di garantire e non mortificare la gestione attuale, sia di favorire l’apertura verso il nuovo corso che si vuole imprimere. Perché una cosa appare certa, in Forza Italia l’esondazione è iniziata e non sembra poter essere contenuta. Si può provare a gestirla limitando i danni oppure lasciarla esplodere abbandonando ogni tentativo di contenerla.
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