Italia in frenata ma Moody’s promuove il governo
Ritoccate al ribasso le stime di crescita del Pil per il 2026, portandole allo 0,7%. Piano consolidamento bilancio "credibile e realizzabile"
L’ultimo report di Moody’s sull’Italia disegna un quadro a tinte chiaroscure per la nostra economia. L’agenzia di rating ha infatti ritoccato al ribasso le stime di crescita del Pil per il 2026, portandole allo 0,7%, mentre l’inflazione torna a correre verso il 2,1%. Un mix a rischio che mette pressione alle famiglie.
Perché il Pil per Moody’s rallenta? L’ombra della guerra
Il motivo principale del taglio, nell’instabilità geopolitica. L’impatto del conflitto in Medio Oriente sta pesando non solo sulla crescita globale, ma anche sulle catene di approvvigionamento italiane. Questo scenario alimenta un’inflazione “da costi” che frena la domanda interna.
Tuttavia, Moody’s lancia un salvagente all’Italia e in particolare al ministero dell’Economia: il piano di consolidamento del bilancio è giudicato “credibile e realizzabile”. Insomma, cresciamo poco, ma stiamo gestendo bene i debiti.
Cosa succederà ai risparmi?
Nonostante il taglio della crescita, la conferma della credibilità fiscale evita, per ora, lo spettro di un declassamento. Lo spread resta sotto controllo, ma l’attenzione si sposta sul 2027, anno in cui Moody’s prevede una lieve risalita allo 0,8%.
La sfida resta il Pnrr. Se l’Italia non riuscirà a mettere a terra tutti i progetti entro la scadenza del 2026, la “fiducia” degli analisti potrebbe trasformarsi rapidamente in un nuovo allarme mercati.
La sfida dell’inflazione nel 2026
Il dato più preoccupante, quello dei prezzi al consumo. Con un’inflazione rivista al rialzo, il rischio è che il rialzo dei tassi d’interesse continui a pesare su mutui e prestiti, rendendo la vita difficile a imprese e consumatori. L’Italia resta in bilico tra rigore fiscale e necessità di spinta economica, in un equilibrio precario.
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