Israele blocca Pizzaballa: ingresso vietato al Santo Sepolcro
È la prima volta "da secoli" che ai Capi delle Chiese viene impedito l'accesso per le celebrazioni pasquali
Il Patriarca di Gerusalemme
In un clima di tensione altissima dovuto al conflitto regionale in corso, la Domenica delle Palme 2026 segna una ferita storica per la cristianità: la polizia di Israele ha ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e a padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale del Santo Sepolcro, di accedere alla Basilica per celebrare la liturgia che apre la Settimana Santa.
L’incidente: cosa è successo oggi a Gerusalemme
Secondo le note ufficiali del Patriarcato Latino, il cardinale Pizzaballa e padre Ielpo procedevano verso la Basilica del Santo Sepolcro in forma privata, senza processioni o cerimoniali pubblici, proprio per rispettare le restrizioni di sicurezza vigenti.
Nonostante la natura privata dello spostamento, le forze di sicurezza israeliane hanno bloccato il passaggio, costringendo i due massimi esponenti della Chiesa cattolica in Terra Santa a tornare indietro. La prima volta, “da secoli”, che ai Capi delle Chiese viene impedito l’accesso per le celebrazioni pasquali.
I motivi del divieto per il Patriarca: sicurezza e guerra
Le autorità israeliane giustificano queste misure restrittive con l’aggravarsi del conflitto.
Per il rischio attacchi, vigente la chiusura a tempo indeterminato del Santo Sepolcro e di altri luoghi santi (come il Muro del Pianto e la Spianata delle Moschee). Il motivo, nel pericolo di attacchi missilistici e per la necessità di evitare assembramenti.
Sul posto, uno stato di emergenza. Dal febbraio di quest’anno, molte aree della Città Vecchia soggette a rigidi checkpoint che limitano la libertà di movimento anche per i residenti.
Le reazioni: “Grave violazione dello status quo”
Il Patriarcato ha diffuso una nota durissima, definendo l’accaduto un “grave precedente” e una violazione dei principi fondamentali di libertà di culto.
La nota del Patriarcato: “Questa decisione ignora la sensibilità di miliardi di fedeli. Abbiamo sempre cooperato con le autorità, annullando le processioni pubbliche e trasmettendo le messe in streaming, ma impedire l’ingresso ai Capi delle Chiese è una misura irragionevole”.
Pizzaballa sul Monte degli Ulivi
In risposta al blocco, il cardinale ha tenuto un momento di preghiera per la pace dal Santuario del Dominus Flevit sul Monte degli Ulivi, rivolto verso la città, trasformando l’esclusione in un potente gesto simbolico di intercessione.
Impatto sui pellegrinaggi e sulla Pasqua
La situazione attuale ha azzerato il turismo religioso. Molte compagnie hanno sospeso i collegamenti con Tel Aviv.
Celebrazioni cancellate. Annullata la tradizionale processione delle Palme dal Monte degli Ulivi. rinviata la Messa Crismale del Giovedì Santo.
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