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Cronaca

Il trapper Bello Figo accusato di violenza sessuale

Le accuse risalgono al 2023, la ragazza quindicenne all'epoca dei fatti

di Pietro Pertosa -


Fece la “dab” in prima serata ad Alessandra Mussolini, oggi il trapper Bello Figo finisce a processo con l’accusa di violenza sessuale. Ad accusarlo una ragazza che, all’epoca dei fatti accaduti nel 2023, aveva solo quindici anni. Lui nega le accuse, ammettendo solo di aver pubblicato foto e commenti sgradevoli sui social dopo l’episodio finito al centro del dibattimento. E per questo gli avvocati che lo assistono avrebbero già proposto un risarcimento da 2.500 euro, rifiutato dalla controparte.

Bello Figo accusato di violenza sessuale

I fatti si verificarono tra il 6 e il 7 gennaio del 2023, al termine di una serata dell’artista in un locale di Treviolo, in provincia di Bergamo. Stando alla testimonianza della giovane, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni, il trapper l’avrebbe “invitata” a fare “un after”. Proposta a cui lei, che si trovava nel locale per festeggiare il compleanno, avrebbe replicato con un secco no. Quindi l’invito a entrare nel camerino dove si sarebbero verificati i fatti che hanno portato Paul Yeboah, in arte Bello Figo, all’accusa di violenza sessuale.

Il camerino e le foto sui social

Una volta dentro il camerino, la ragazza avrebbe riferito la sua età al trapper che avrebbe risposto bollandola come “carne fresca”. Quindi l’avrebbe pesantemente molestata. Lei s’è sottratta alle presunte profferte di Yeboah ed è uscita dal camerino, non prima però di sentirsi chiedere da un bodyguard “un bacio” per avere strada libera. Dopo di ciò, sarebbero state pubblicate sui social alcune foto che la ritraevano corredate da commenti pesanti. Il processo per Bello Figo è stato aggiornato all’8 ottobre prossimo.

La difesa: “Fugace palpeggiamento”

Stando a quanto riporta Ansa, gli avvocati che assistono Bello Figo difendendolo dall’accusa di violenza sessuale hanno fatto sapere che le accuse in questione riguarderebbero “un fugace palpeggiamento”. Il trapper, qualche anno fa, era diventato “famoso” per aver scritto e cantato una canzone dal titolo “Non pago affitto”. Che divenne virale e finì al centro della temperie politica. Il trapper fu pure ospite nei talk show politici e, durante uno scambio con Alessandra Mussolini, fece una “dab” che ne divenne poi una sorta di “marchio social”.


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