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Cronaca

Fumavano marijuana per motivi religiosi: assolti

Dopo la condanna in primo grado, la Corte d'Appello ribalta la sentenza: ecco perché

di Pietro Pertosa -


Fumavano marijuana per motivi religiosi: assolti due Hare Krishna. La storia arriva dalla provincia di Forlì, la decisione invece è stata presa dai giudici della Corte d’Appello di Bologna. La riporta il Resto del Carlino. In pratica due adepti al culto degli “arancioni”, devoti al dio Shiva, erano finiti nei guai a causa di un escursionista. Già, perché il turista, in “gita” sull’Appennino tosco-emiliano, aveva sentito un forte odore di marijuana. E ha subito allertato i carabinieri. Che, giunti all’eremo dove vivevano i due hare krishna, hanno scoperto una vera e propria piccola piantagione di piante stupefacenti.

Marijuana per motivi religiosi: assolti

I due “arancioni” avevano consegnato spontaneamente 32 piante e circa 48 grammi di “erba” già raccolta. Ma, per loro, era scattata la denuncia per la detenzione di sostanze stupefacenti. Le indagini, e pure i giudici di primo grado, avevano fin da subito escluso ogni finalità di spaccio. I due religiosi, poi, erano, dal punto di vista del casellario giudiziario, perfettamente immacolati. Perciò la condanna non era stata poi troppo gravosa: cinque mesi e dieci giorni di reclusione, più una multa da 800 euro ciascuno per detenzione e coltivazione di cannabis. Ma gli imputati hanno deciso di impugnarla.

Il ricorso e le ragioni della difesa

I legali che assistono i due hare krishna, però, già da subito avevano fatto notare ai magistrati che in ballo c’era qualcosa di più. Da valutare e bene. Già, perché nell’eremo tra Rocca San Casciano e Premilcuore dove i due vivevano e dove s’è scoperto tutto, c’era pure un altare votivo. Tanto è bastato a invocare la libertà religiosa. Insomma, i due devoti di Shiva fumavano marijuana sì, ma per ragioni strettamente legate a motivi religiosi. I giudici della Corte d’Appello di Bologna ha deciso di ribaltare la sentenza di primo grado e di assolvere i due eremiti. Le motivazioni dell’assoluzione saranno presentate tra 60 giorni.


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