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Esteri

Beretta versus Ruger: una guerra oltre i colpi di pistola

di Cinzia Rolli -


Beretta, il famoso produttore di armi italiano ha lanciato un’offerta pubblica d’acquisto (OPA) per aumentare la propria partecipazione nella società del più grande produttore di armi americano: Sturm, Ruger & Co.

La ditta italiana, che già detiene il 9,95% delle azioni di Ruger dal 2025, punta ora a salire al 30% del capitale, offrendo 44,80 dollari per azione.

La società Beretta vuole diventare un’azionista di riferimento ma senza perdere lo status di socio strategico, rimanendo al di sotto del 50% in assenza del controllo della società.

L’azienda americana non ha accolto favorevolmente la proposta, anzi ha accusato Beretta di voler approfittare di un momento di debolezza per iniziare una scalata a prezzi ridotti.

Il consiglio di amministrazione di Sturm Ruger ha reagito con forza alla scalata italiana sin dall’inizio delle richieste azionarie.

Il 1° aprile la stampa ha riportato che il direttivo dell’azienda di armi made in USA ha attivato manovre difensive, dette poison pill (“pillole avvelenate”), per ostacolare l’avanzata del gruppo Beretta.

Il meccanismo consiste nell’emissione di nuovi diritti che permettono a tutti gli azionisti, tranne alla società italiana, di acquistare nuove azioni a un prezzo scontatissimo. Così iniziano a circolare molte più partecipazioni e la quota percentuale della holding europea perde peso.

Beretta ha respinto le accuse al mittente, dichiarando che le critiche all’acquisizione di nuove azioni servono solo a coprire una cattiva gestione aziendale.

C’è da aggiungere poi che un aumento di titoli da parte del Gruppo Beretta, anche se non pari al 51%, innesca automaticamente una revisione.

Negli USA infatti una percentuale del 30% in una società di armamenti è considerata “controllo effettivo” e potrebbe provocare l’intervento del Comitato per gli investimenti Esteri negli Stati Uniti (CFIUS).

I seggi nel Consiglio richiesti da Beretta porterebbero infatti l’introduzione di questioni di sicurezza nazionale. La società di armi americana insiste sul fatto che la holding europea ha avanzato più volte richieste scritte e orali aggressive e minacciose in caso di diniego di acquisto dei titoli azionari.

Il management di Ruger ha usato il CFIUS come “scudo”, avvertendo che un passaggio di quote così rilevante a un’entità straniera potrebbe compromettere i contratti di difesa e le licenze di esportazione americane.

Il timore è che brevetti e tecnologie di produzione di armi leggere “Made in USA” finiscano sotto il controllo di una holding europea.

La holding italiana ha inoltre smentito immediatamente le voci sulla volontà di acquisire il 50% di Ruger: nessuna intenzione di controllare la società americana o di fare proposte contro le normative vigenti o i requisiti antitrust.

Gli avvocati di Beretta minacciano azioni legali mentre il Consiglio Nazionale della società americana sta reagendo con tutti gli strumenti possibili, esortando gli azionisti a respingere la scalata italiana all’assemblea annuale che si terrà a maggio. Insomma si sta preparando ad una vera e propria battaglia per procura.

Una lotta per procura è una dura competizione per il controllo aziendale in cui azionisti dissidenti cercano di convincere altri investitori a rimuovere l’attuale consiglio o la direzione in essere.

Ruger, leader americano nel settore di pistole, fucili e revolver, iconico il suo fucile 10/22, sta affrontando da tempo un imponente calo delle vendite.

Tale situazione ha provocato un crollo del prezzo delle azioni di oltre il 40% in cinque anni. Attualmente la società ha una capitalizzazione di mercato di 653 milioni di dollari.

Ruger e Smith & Wesson sono storicamente i due maggiori produttori di armi da fuoco quotati in borsa in America. I due si contendono spesso il primo posto nella produzione di armi.

Beretta, la cui società madre ha la sede centrale in Lussemburgo, possiede una storia lunga 500 anni con 1,7 miliardi di fatturato nel 2024 ed è in cerca di nuove idee per ridurre i costi ed aumentare la redditività.

La guerra tra i due Gruppi è appena iniziata, a breve sapremo chi avrà messo a segno il colpo vincente.


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