Dell’Utri a processo per le donazioni di Berlusconi
La versione della Difesa: "Ma la Cassazione ha già escluso per ben due volte il trasferimento fraudolento di denaro..."
Marcello Dell’Utri andrà a processo: al centro del rinvio a giudizio decretato quest’oggi dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Milano Giulia Marozzi ci sarebbero le donazioni ricevute, in otto bonifici, da Silvio Berlusconi. Insieme a lui, a giudizio anche sua moglie Miranda Ratti. Su parte di queste sarebbe già scattata la prescrizione. La prima udienza del processo è stata già fissata. Si terrà davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano. La data è quella del 9 luglio prossimo.
Dell’Utri a processo con la moglie
La vicenda giudiziaria era insorta inizialmente a Firenze. Poi, a seguito di un’eccezione presentata dalla difesa dell’ex senatore di Fi, era stata trasferita a Milano già nel mese di marzo dell’anno scorso. Al centro della questione per la quale Dell’Utri andrà a processo insieme alla moglie ci sarebbero le donazioni effettuate da Silvio Berlusconi, all’epoca dei fatti capo di Forza Italia, proprio alla coppia. Otto bonifici per un totale pari a circa 42 milioni di euro. Soldi il cui utilizzo, insieme alle ragioni alla base delle donazioni del Cav, sono finite al centro dei rilievi della magistratura. Prima di quella fiorentina, poi di quella milanese. Una questione che sembra trascinarsi nel tempo, un vero e proprio leit-motiv, uno dei “capisaldi” dello scontro magistratura-politica degli ultimi decenni.
Parola alla Difesa
“La medesima vicenda è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro da parte di Ratti e Dell’Utri”. Questa è la lettura che arriva dagli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci, che assistono l’ex senatore, e dai legali Tullio Padovani e Lodovica Beduschi che invece difendono la consorte. “Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento”.
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