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Strage in Colombia per un’autobomba: 20 morti

A poco di un mese dalle presidenziali si rifanno vive le fazioni guerrigliere che non hanno accettato l'accordo di pace di dieci anni fa

di Giorgio Brescia -


Inferno a Bogotà: autobomba scuote il cuore della Colombia, è strage di civili. Un’autobomba carica di oltre 80 chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale è stata fatta detonare in autostrada.

Strage in autostrada

Un attentato nel sud-ovest della Colombia ha causato 20 morti e 36 feriti, poco più di un mese prima delle elezioni presidenziali.

Le autorità hanno attribuito l’attentato ai ribelli del gruppo guerrigliero Farc, ormai sciolto, che non avevano accettato l’accordo di pace del 2016.

Nel Paese si terranno le elezioni presidenziali il 31 maggio. L’attentato è avvenuto nel dipartimento di Cauca, una delle zone più colpite dall’offensiva guerrigliera prima delle elezioni e caratterizzata da una vasta area coltivata a coca.

Le indagini

Il bus colpito dall’esplosione della dinamite posta nell’autobomba stava viaggiando lungo l’autostrada Panamericana presso Cajibio, nel sudovest della Colombia.

Le indagini, scattate immediatamente sotto la direzione dell’Unità Speciale Anti-Terrorismo, puntano il dito contro i gruppi dissidenti che hanno rifiutato gli accordi di pace.

Gli investigatori della polizia scientifica e gli esperti di intelligence militare stanno setacciando le immagini delle telecamere di sorveglianza. Da ricostruire il tragitto del veicolo prima della deflagrazione.

Sebbene non sia ancora arrivata una rivendicazione ufficiale, le modalità dell’attacco e la tipologia di ordigno utilizzato richiamano tragicamente i metodi terroristici. In campo le frange più radicali dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale) o le fazioni dissidenti delle ex-FARC, che negli ultimi mesi hanno intensificato la pressione contro il governo centrale.

Le reazioni

Il presidente della Colombia, in un messaggio alla nazione rilasciato pochi minuti fa, ha condannato l’attacco definendolo un “atto di barbarie codarda” e ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale.

L’ultimora che arriva dai servizi di sicurezza suggerisce che l’attentato potrebbe essere una risposta alle recenti operazioni militari nelle zone rurali del Paese. Qui, da tempo, l’esercito ha smantellato importanti laboratori per la lavorazione della cocaina.

La città è ora blindata. Posti di blocco sono stati istituiti in tutti i punti di accesso a Bogotà e il livello di allerta è stato innalzato al massimo in tutti gli aeroporti e le stazioni dei bus del Paese.

Questo tragico evento segna il punto più basso della sicurezza urbana in Colombia degli ultimi anni, riaccendendo il fantasma del terrorismo che sembrava parzialmente sopito.


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