Il futuro della Figc fa litigare la Lega e Conte
Volano pallonate tra gli schieramenti. Da via Bellerio: "Via tutti", la replica M5s: "Vogliono metterci gli amichetti?"
L’inchiesta sugli arbitri rilancia lo scontro politico attorno al futuro della Figc: la Lega chiede il commissariamento del calcio, Giuseppe Conte leader del M5s blocca tutto: “Non ci mettano i loro amichetti”. Non c’è bisogno di scomodare l’aforisma attribuito a Winston Churchill per ricordarci l’importanza del calcio nel dibattito pubblico nazionale. E, naturalmente, di fronte alla terza esclusione consecutiva dai mondiali, la politica non può che lanciarsi sul tema dei temi di cui ognuno, nel Paese dei sessanta milioni di commissari tecnici si cimenta (quasi) ogni giorno.
Il futuro della Figc: scontro Lega-Conte
A battere, oggi, il calcio d’inizio delle polemiche è stata la Lega che ha licenziato una nota durissima. “Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove”. Insomma, va cassato tutto e la Figc deve ricominciare fin da subito da zero, cosa a cui ha risposto, a stretto giro di posta l’ex premier Conte.
Conte a valanga: “Non ci mettano gli amichetti”
L’accusa che piomba dal M5s sulla Lega è quella di voler fare della Figc un terreno di “amichettismo”. “Mi sembra che questo governo abbia da un pò di tempo messo gli occhi sulla federazione del calcio e parli di commissariamento”, ha affermato in un’intervista rilasciata a Radio 24. “Però fatemi capire: la soluzione è sempre la solita, che questo governo ne approfitti anche in questo comparto per mettere qualche amichetto e per cercare di occupare anche questo sistema che ovviamente fa molto gola sia per gli introiti, per il giro d’affari, sia per il potere che esprime?”. E infine: “Se io oggi parlassi di Malagò o di un altro significherebbe la politica che vuole indirizzare, intromettersi per una soluzione particolare o l’altra. io credo che lo sport debba conservare la sua autonomia e tirare fuori dal proprio interno una soluzione”.
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