Medici di famiglia al limite: il Codacons accende l’allarme
Tra burocrazia, carichi insostenibili e visite lampo, il medico di base non riesce più a seguire i pazienti: intanto il privato avanza e il territorio si svuota
Il Codacons ha lanciato la campagna “Non toccate il medico di famiglia” perché teme che la riforma della sanità territoriale finisca per allontanare il medico dai cittadini invece di rafforzarlo.
L’associazione avverte che, se la riorganizzazione procede senza ascoltare chi lavora sul campo, il medico di base rischia di diventare un operatore burocratico più che un punto di riferimento reale. E il problema non è teorico: riguarda la vita quotidiana di milioni di persone.
Il medico che non riesce più a fare il medico
Negli ambulatori si vede chiaramente cosa sta succedendo. Sempre più pazienti raccontano di non riuscire a trovare un appuntamento, di visite troppo rapide, di essere rimandati allo specialista anche per problemi minimi. Non perché i medici siano diventati freddi o distanti, ma perché hanno liste di assistiti enormi, scadenze continue, piattaforme da compilare e una quantità di richieste che li costringe a passare gran parte del tempo tra ricette, rinnovi e certificati.
La cura vera scivola in secondo piano. Il medico di una volta, quello che conosceva le famiglie e seguiva i fragili con continuità, oggi è intrappolato in un sistema che gli chiede tutto tranne ciò che dovrebbe fare davvero: visitare, osservare, prevenire, accompagnare.
Il vuoto che riempie il privato
In questo spazio lasciato scoperto dal pubblico succede qualcosa che tutti notano: i centri medici privati spuntano ovunque. Crescono come funghi e diventano l’unica alternativa per chi ha bisogno di una visita senza aspettare settimane. Ma ogni volta che un cittadino è costretto a pagare per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito, è un pezzo di sanità pubblica che si indebolisce.
È proprio questo il rischio che il Codacons vuole evitare: una riforma che, invece di rafforzare il presidio più vicino alle persone, spinga i cittadini verso il privato e lasci il territorio senza un vero punto di riferimento. Rafforzare il medico di famiglia non è nostalgia: è l’unico modo per evitare che la sanità di prossimità diventi un’illusione e che chi ha bisogno resti solo davanti a un sistema che promette modernità ma non garantisce più la cura.
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