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Attualità

Le parole della funzionaria della Procura Lorena Lucattini scatenano indignazione. Un attacco vergognoso agli Alpini

di Gianluca Pascutti -


Le dichiarazioni di Lorena Lucattini, funzionaria della Procura ed ex candidata Avs, hanno acceso una polemica nazionale. Definire il raduno degli Alpini una “pagliacciata”, accusando i partecipanti di “bere, fare casino e occupare scuole e palestre”, ha generato un’ondata di indignazione istituzionale e civile. Il punto non è la critica, legittima in democrazia, ma il tono sprezzante rivolto a un corpo che, nella storia recente del Paese, ha dimostrato più volte un impegno concreto verso le comunità colpite da emergenze.

Il valore degli Alpini e il ricordo del 2011

Ricordiamo alla signora Lucattini che durante la tragica alluvione che colpì Genova nel 2011, gli Alpini e i volontari in congedo furono tra i primi a intervenire, spalando fango, assistendo gli sfollati, portando aiuti dove le strade erano impraticabili. Un ricordo ancora vivo nella città. Di fronte a quell’emergenza, nessuno nemmeno chi oggi li definisce “una pagliacciata” mise in discussione il loro ruolo. È questo contrasto a generare sdegno. Com’è possibile liquidare con superficialità un corpo che, nei momenti più duri, è stato in prima linea per la stessa città che oggi viene evocata come “occupata”?

Le reazioni istituzionali

Le parole della funzionaria hanno provocato risposte dure da parte di amministratori locali, rappresentanti istituzionali e associazioni. Molti hanno sottolineato che un attacco così frontale, proveniente da una figura che ricopre un ruolo pubblico, rischia di alimentare tensioni inutili e di offendere migliaia di persone che partecipano al raduno in modo civile e rispettoso. L’Associazione Nazionale Alpini ha mantenuto un profilo istituzionale, ricordando che i raduni sono eventi storici, organizzati con attenzione e che lasciano le città “più pulite di come le trovano”.

Un caso che va oltre la polemica

La vicenda Lucattini non è solo uno scontro social, è il simbolo di un cortocircuito tra percezione e realtà. Da una parte, un corpo che rappresenta memoria, volontariato e protezione civile, dall’altra, un attacco che ignora anni di impegno sul territorio. Ed è proprio questo scarto a generare indignazione, non si può cancellare con un post ciò che gli Alpini hanno rappresentato e continuano a rappresentare per il Paese. E per questo motivo, visto che proprio i leader di Avs hanno spesso chiesto ad altri di “prendere le distanze”, in molti ora chiedono che sia la sindaca Silvia Salis a farlo apertamente.


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