Over 65: in Italia sono 14 milioni, ma mancano i servizi
Entro il 2050 la silver economy peserà per 400 miliardi ma...
In Italia, un altro paradosso: 14 milioni di over 65, ma mancano i servizi “age-friendly”.
Anziani? Molti, ma mancano i servizi
Con un’aspettativa di vita di 83,7 anni, l’Italia è il secondo Paese più longevo al mondo. Nonostante una silver economy che punta a oltre 400 miliardi di euro entro il 2050, il divario con l’Europa su telemedicina e assistenza domiciliare resta allarmante.
L’Italia si conferma un Paese per vecchi, ma non ancora a misura di anziano. Oggi si contano 14 milioni di persone sopra i 65 anni (il 24,7% della popolazione), una quota destinata a balzare al 35% entro il 2050. Questa trasformazione demografica sta ridefinendo l’economia nazionale: gli over 65 detengono già oltre il 50% della ricchezza netta e generano il 35% dei consumi totali.
Nessuno sviluppa l’offerta
Il quadro è emerso durante il primo incontro “Longevity Talks – For a Long Lifefulness”, promosso da PwC Italia in collaborazione con MDConcierge. Il confronto ha evidenziato come, a fronte di una disponibilità economica enorme, l’offerta di servizi specializzati sia ancora drammaticamente sottosviluppata.
Il gap tecnologico e sanitario: l’Italia insegue l’Europa
Nonostante il potenziale della silver economy, l’Italia registra ritardi pesanti nell’adozione di soluzioni digitali e sanitarie rispetto ai partner europei. Per la telemedicina, per esempio. In Italia solo il 10% degli over 65 la utilizza, contro il 40% della Germania e il 34% della Francia.
Circa le competenze digitali, solo il 47% degli anziani italiani usa strumenti digitali, a fronte di una media Ue del 74%. malissimo l’assistenza domiciliare. Ne beneficia solo il 10% della popolazione senior, mentre la media europea è del 28%.
E i servizi più specifici? La consegna dei pasti per anziani è ferma all’1%, un abisso rispetto al 12% del Regno Unito.
Case inadeguate e opportunità di mercato
Un altro dato critico riguarda l’abitare: l’80% delle case italiane non è adeguato alle esigenze di chi invecchia.
Questo deficit si traduce però in un’opportunità economica: il mercato potenziale per le ristrutturazioni “age-friendly” è stimato in oltre 2 miliardi di euro l’anno. Anche il settore assicurativo è ai minimi termini. Appena il 2% degli italiani possiede una polizza Long Term Care per la perdita di autosufficienza.
Verso la qualità oltre la durata
Massimo Pietracaprina, ceo di MDConcierge, sottolinea come la longevità richieda un cambio di paradigma. L’obiettivo, non più solo estendere la durata della vit, ma massimizzare gli anni vissuti in salute. Secondo Pietracaprina, l’innovazione e il digitale sono gli strumenti fondamentali per rendere la cura proattiva e personalizzata.
Andrea Fortuna, partner di PwC Italia, ribadisce inoltre che la silver economy non è un mercato di nicchia, ma una riconfigurazione dell’intera economia. Per le imprese di ogni comparto, saper intercettare i bisogni di una popolazione sempre più longeva rappresenta la chiave per trasformare la sfida demografica in una concreta opportunità di crescita.
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