Hantavirus e il ritorno dei virologi. Rieccoli a spiegarci nuovamente come vivere
Dopo anni di silenzio, tornano i virologi. Stessi volti, stesse paure e stessa sete di protagonismo.
Appena ci eravamo abituati al loro silenzio, i virologi che durante il Covid occupavano ogni poltrona televisiva tornano a reclamare spazio, come se nulla fosse accaduto. Un film già visto, stessi attori, stessa trama, cambia solo il titolo, ora si chiama Hantavirus. E mentre l’Italia riparte con la solita tarantella mediatica, altrove prevalgono informazione e cautela, non l’allarmismo compulsivo.
Il ritorno degli esperti onnipresenti
I virologi sembrano essersi risvegliati dal letargo, increduli, affamati di dirette, pronti a puntare il dito contro i cosiddetti No‑Vax e perfino contro il presidente degli Stati Uniti, colpevole di aver rassicurato gli americani su un virus che nuovo non è. La gestione disastrosa del Covid non ha lasciato né protocolli né memoria, lockdown assurdi, multe, licenziamenti, mascherine introvabili, rincari, limitazioni grottesche. Tutto dimenticato, tranne la voglia di tornare davanti alle telecamere.
La lezione mancata
In Italia riparte la gara a chi li invita per primo, mentre negli altri Paesi non c’è la stessa linea della paura, la stessa frenesia di creare il panico e la corsa forse a un nuovo vaccino, visto che qualche Big Pharma da tempo pare ci stia lavorando. Abbiamo vissuto anni di bollettini, numeri, edizioni straordinarie, controlli e restrizioni. Ora quel meccanismo non funziona più. Informare sì, terrorizzare no. Eppure, i virologi sembrano non averlo capito.
La memoria corta tra scandali e forzature
La gestione del Covid è stata un catalogo di contraddizioni, dalla malagestione dei positivi, spesso lasciati soli o trattati con protocolli improvvisati, all’obbligo vaccinale accompagnato da multe e persino licenziamenti. Il lockdown forzato ha trasformato la quotidianità in un percorso a ostacoli, si poteva uscire solo per comprare alimenti essenziali, si dovevano limitare gli incontri persino tra parenti, e l’assurdo raggiungeva l’apice quando marito e moglie potevano dormire insieme ma non viaggiare nella stessa auto. Poi sono arrivati gli scandali delle mascherine, i rincari, le limitazioni d’acquisto, un elenco talmente lungo che potremmo riempire pagine intere. Ma il punto, oggi, è un altro, mentre il Paese non ha ancora fatto i conti con quegli errori, ecco che i virologi tornano a occupare la scena come se nulla fosse accaduto.
Emergenza o forse fame di successo?
Dopo la gestione fallimentare della pandemia, con quale coraggio certi personaggi tornano a spiegarci come vivere? La storia dovrebbe insegnare a distinguere l’emergenza reale dalla fame di successo. Ma finché il pubblico applaude, i virologi continueranno a tornare sul palco, in un Paese che troppo spesso preferisce seguire il gregge invece di pretendere responsabilità.
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