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Governatori e consenso: Nord Lega domina, al Sud la Top 5

Primo Fedriga. Ultimo Schifani ma ha record gradimento nell'isola

di Angelo Vitale -


Il gradimento dei cittadini verso i propri governatori disegna un’Italia a più velocità, dove la stabilità del Nord-Est si incrocia con l’ascesa di nuove figure nel Mezzogiorno. Secondo l’ultimo sondaggio Swg per l’Ansa, la classifica 2026 vede una conferma del primato leghista, ma con scossoni significativi nelle posizioni di rincalzo e cali vistosi in alcune regioni chiave.

Il podio e la forza dei “successori”

In vetta si conferma Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia). Con il 65% dei consensi e un incremento di un punto rispetto al 2025, Fedriga si consolida come il “doge” indiscusso del gradimento regionale. La curiosità politica è tutta per il secondo posto: Alberto Stefani in Veneto si attesta al 58%. Stefani, giovanissimo segretario della Lega in Veneto e successore della lunga era Zaia, sembra aver ereditato parte del “pacchetto voti” del suo predecessore, riuscendo a mantenere alta l’asticella in una regione storicamente esigente. Il podio, ai governatori del Nord.

La riscossa del Sud: tre presidenti tra i primi cinque

Il dato sorprendente arriva dal Mezzogiorno, che occupa stabilmente il cuore della classifica, poco distante dal podio dei governatori del Nord.

Roberto Occhiuto (Calabria): Con il 53% (+1), il governatore forzista si piazza al terzo posto. Un risultato che premia la narrazione del “nuovo corso” calabrese, focalizzato su sanità e attrazione di investimenti.

Antonio Decaro (Puglia): Al quarto posto col 51%. L’ex sindaco di Bari conferma il suo status di “campione di preferenze” anche nella veste di governatore, mantenendo una presa fortissima sull’elettorato pugliese.

Roberto Fico (Campania): Al quinto posto col 47%. L’ex Presidente della Camera segna l’ingresso del Movimento 5 Stelle nell’Olimpo dei governatori più amati, gestendo un’eredità pesante dopo il lungo dominio di Vincenzo De Luca.

Crolli e stabilità: il caso Umbria e il fanalino di coda siciliano

Non mancano i segnali di allarme. Il calo più drastico è quello di Stefania Proietti in Umbria, che pur essendo sesta (45% a pari merito con l’emiliano Michele De Pascale), perde ben 8 punti in un solo anno. Un crollo che riflette probabilmente le difficoltà strutturali del territorio o il logoramento del consenso post-elettorale.

Seguono in fascia media Eugenio Giani (Toscana): 42% (-5), in evidente flessione. poi,
Alberto Cirio (Piemonte): 40% (-2). Infine, Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche): appaiati al 37%.

Nelle retrovie spicca l’immobilismo di Attilio Fontana in Lombardia, stabile al 35%, e le difficoltà di Alessandra Todde in Sardegna (33%, -4) e Vito Bardi in Basilicata (33%, -6). A chiudere la fila sono le due regioni più complesse dal punto di vista gestionale: il Lazio di Francesco Rocca al 29% e la Sicilia di Renato Schifani, ultimo al 25%.

Curiosità e tendenze

Il fattore continuità. Le regioni che hanno cambiato guida più recentemente sembrano beneficiare di un “effetto luna di miele”, tranne nei casi di crisi economica marcata.

Geopolitica interna. Il centro-destra guida la classifica con i primi tre posti, ma il centro-sinistra e il M5S (Decaro, Fico, De Pascale) tengono saldamente il centro della graduatoria, segnalando una polarizzazione meno netta rispetto al passato.

Il record di Schifani. Il governatore siciliano, pur essendo ultimo, mantiene un dato stabile. In Sicilia, storicamente, l’indice di gradimento dei presidenti fatica a superare la soglia del 30% a causa delle croniche criticità dell’isola.

Riepilogo Classifica Top 10

Fedriga (FVG): 65% (+1)

Stefani (Veneto): 58%

Occhiuto (Calabria): 53% (+1)

Decaro (Puglia): 51%

Fico (Campania): 47%

De Pascale (E-R) / Proietti (Umbria): 45%

Giani (Toscana): 42%

Cirio (Piemonte): 40%

Bucci (Liguria) / Acquaroli (Marche): 37%

Fontana (Lombardia): 35%


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