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Economia

C’è lo sciopero generale, Salvini e la Lega: “Così si svilisce il diritto”

Il vicepremier: "Quanto sarà d'aiuto ai bambini di Gaza lasciare a piedi i pendolari?"

di Pietro Pertosa -


Il troppo stroppia, almeno per il vicepremier Matteo Salvini che attacca il nuovo sciopero generale di oggi. Il segretario della Lega ha infatti concluso ieri sera il suo intervento alla scuola politica del Carroccio affermando che ricorrere eccessivamente allo sciopero finisce per svilirlo. A dargli man forte, poi, una lunga nota di alcuni senatori del partito che attaccano la scelta di bloccare l’Italia, o almeno di volerci provare, per una questione squisitamente politica.

Salvini, la Lega e l’ennesimo sciopero generale

Le parole del segretario della Lega Matteo Salvini sullo sciopero generale faranno discutere. “Per domani (oggi ndr) è stato annunciato uno sciopero dei servizi pubblici per rinnovare il contratto di lavoro, per la difesa dei diritti dei lavoratori? No, per solidarietà alla Flotillia propal, non si capisce quanto aiuto porti ai bambini di Gaza lasciando a piedi un pendolare domani o non andando a lavorare in scuola o in ospedale. L’eccesso di sacrosanto diritto allo sciopero svilisce il diritto allo sciopero”.

L’accusa dal Senato

Non solo Salvini, i senatori della Lega Nino Germanà, Tilde Minasi e Manfredi Potenti hanno attaccato lo sciopero generale di oggi. “Si conferma la natura puramente politica di un boicottaggio che non ha nulla a che vedere con i diritti dei lavoratori. È irresponsabile scegliere di bloccare il Paese — dai treni al trasporto locale, dalle scuole agli uffici pubblici fino alla sanità — arrecando un danno ingiustificato a chi deve recarsi quotidianamente al lavoro, agli studenti e a chi necessita di visite o cure programmate nelle strutture sanitarie. Compromettere la regolarità di servizi essenziali per perseguire agende politiche estranee al mondo occupazionale è una mancanza di rispetto verso milioni di utenti. La Lega ribadisce con forza che il diritto alla mobilità dei cittadini non può restare ostaggio di simili derive ideologiche”.


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