L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Così Bruxelles allarga la frattura tra Ue e Europa

di Adolfo Spezzaferro -


Oggi l’Ue appare quasi totalmente scollegata dalla realtà in cui vivono i cittadini europei. Bruxelles purtroppo sembra rispondere a un potere che non risponde realmente ai cittadini. Un potere senza investitura popolare, senza responsabilità diretta davanti agli elettori. Il “partito” che guida Bruxelles non compare sulle schede elettorali, eppure decide del destino dell’eurozona e dei suoi cittadini. È un blocco trasversale composto da tecnocrati, funzionari permanenti, commissari, consulenti e reti lobbistiche che da anni esercita il potere con procedure, vincoli e automatismi burocratici.

Cambiano i governi nazionali, cambiano le maggioranze parlamentari e le composizioni della Commissione Ue, ma questa (sovra)struttura resta sempre lì. Mentre Usa e Cina corrono sugli investimenti industriali e sull’energia a basso costo, Bruxelles continua a produrre direttive, parametri e regolamenti che soffocano imprese e cittadini. L’Europa reale perde così competitività, continua a delocalizzare e arretra nella produzione strategica.

Intato però nei palazzi Ue si continua a discutere di standard superati dagli eventi, dall’economia reale. L’Europa ha bisogno di una guida politica forte e non di una tecnocrazia dei burocrati. L’Ue ha senso e ragione d’essere se difende i Paesi membri, non se peggiora il quadro economico con vincoli e parametri che oggi invece di sostenere l’eurozona la danneggiano, la affossano. Anche perché senza il consenso dei cittadini, nessuna costruzione europea può sopravvivere a lungo. E ignorare questo segnale a non fa che allargare quella frattura tra Ue e Europa che Bruxelles continua ostinatamente a non voler vedere.


Torna alle notizie in home