L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Modena e il “terrore” che non vogliamo nominare 

di Laura Tecce -


L’immagine di quell’auto lanciata sui passanti nel centro di Modena è qualcosa che pensavamo appartenesse ad altre latitudini, richiama inevitabilmente scene viste a Nizza, Berlino o Barcellona: un veicolo trasformato in arma contro civili inermi, il tentativo di fuga, l’aggressione con un coltello, il panico collettivo. Pensavamo che in Italia non sarebbe mai successo. Ora quest’illusione è finita.

Le autorità al momento escludono la matrice terroristica ma c’è un punto che non può essere ignorato: la modalità è esattamente quella. E in queste ore è emerso un dettaglio che rende il quadro ancora più inquietante. Tra i documenti acquisiti dagli investigatori ci sarebbero quattro messaggi inviati all’università dove l’attentatore Salim El Koudri si era laureato: mail intrise di rabbia, frustrazione, ossessione per il lavoro che non trovava ma anche di pesantissimi insulti contro i cristiani e la religione cattolica. Elementi che rendono ancora più difficile liquidare tutto come semplice “disagio psicologico”.

Anche se qualcuno a sinistra prova a minimizzare, non significa negare la presenza di disturbi mentali ma capire se si siano intrecciati con rancore ideologico e odio identitario. È qui che il dibattito rischia di diventare ipocrita: la fragilità psichiatrica individuale non può trasformarsi in un modo comodo per evitare domande scomode. Se davvero quest’uomo era già stato seguito in passato dai servizi sanitari, si può fingere che non fosse un potenziale pericolo per la collettività?

La gestione delle patologie psichiatriche gravi è un tema che la politica evita da anni. Modena allora diventa qualcosa di più di un fatto di cronaca. È il punto di arrivo di anni di fratture sociali e radicalizzazioni sotterranee, dove rabbia personale, instabilità mentale, odio e violenza possono saldarsi improvvisamente in gesti estremi. Forse non è terrorismo nel senso tecnico del termine. Ma assomiglia terribilmente alla paura che il terrorismo ha insegnato al mondo.


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