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Esteri

Assalto alla moschea di San Diego: suicidi i due attentatori

il sacrificio di una guardia giurata. Evitato il peggio, evacuata una scuola vicina al Centro Islamico

di Giorgio Brescia -


Una violenta sparatoria ha sconvolto la comunità di San Diego, in California, dove un commando ha aperto il fuoco all’interno della maggiore moschea della città, il locale Centro Islamico. Il tragico bilancio dell’assalto conta tre vittime in totale, tra cui figurano la guardia di sicurezza della struttura e i due giovani assalitori, trovati senza vita a poca distanza dal luogo del delitto per ferite auto-inflitte.

Assalto alla moschea

L’Fbi ha immediatamente affiancato la polizia locale nelle indagini, trattando il caso come un potenziale “crimine d’odio”. L’attacco, in un quadro internazionale di estrema delicatezza, segnato dalle forti tensioni geopolitiche globali legate alla guerra in Iran.

La dinamica dell’attentato di San Diego e il suicidio dei killer

L’allarme, scattato poco dopo mezzogiorno (ora locale) del 18 maggio. I due attentatori, rispettivamente di 17 e 19 anni, hanno fatto irruzione nella struttura aprendo il fuoco. La risposta delle forze dell’ordine, immediata, con i primi agenti sul posto ad appena quattro minuti dalla prima chiamata d’emergenza.

Dopo aver sparato all’interno del centro e aver tentato di colpire, a pochi isolati di distanza, un giardiniere miracolosamente scampato all’agguato, i due killer si sono diretti verso un’autovettura parcheggiata nelle vicinanze.

Qui la polizia li ha rinvenuti morti suicidi. All’interno dell’abitacolo gli investigatori hanno sequestrato diversi messaggi dal chiaro contenuto anti-islamico.

Il sacrificio del vigilante e il salvataggio dei bambini

L’attacco, consumato in una giornata di relativa calma per il centro, lontano dall’affollamento della preghiera del venerdì. Un fattore che ha evitato una strage ancora più drammatica. Fondamentale, il ruolo della vittima civile. Una guardia di sicurezza, padre di otto figli, descritto dalla comunità come un uomo di profonda fede e gentilezza. Il vigilante si è interposto tra i killer e i presenti, sacrificando la propria vita e impedendo ai due ragazzi di fare ulteriore strada all’interno del centro.

Il blitz ha visto l’impiego di oltre 100 agenti che hanno circondato l’area e setacciato la moschea. La priorità assoluta è stata la messa in sicurezza e l’evacuazione della vicina scuola islamica Al Rashid. Tutti i bambini che si trovavano nelle classi sono stati tratti in salvo, come confermato dal capo della polizia di San Diego, Scott Wahl.

Reazioni politiche e allerta sicurezza negli Stati Uniti

L’attentato ha suscitato un’ondata di indignazione e immediate contromisure in tutti gli Stati Uniti.

Donald Trump è stato informato del caso e segue gli sviluppi, mentre il capo dell’Fbi Kash Patel ha garantito il massimo dispiegamento di risorse federali per far luce sulla matrice dell’attacco. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha espresso solidarietà dichiarando su X che “l’odio non ha spazio in California”. Condanne durissime sono arrivate anche dalla sindaca di Los Angeles, Karen Bass.

Il livello di allerta per i luoghi di culto islamici è stato innalzato per precauzione in tutte le grandi metropoli americane. I dipartimenti di polizia di New York, Washington DC e Los Angeles hanno incrementato i pattugliamenti e i presidi attorno alle moschee, nonostante al momento non siano emersi rischi imminenti o minacce specifiche dirette verso altre città.


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