Trump frena dopo il pressing dei Paesi del Golfo
I partner arabi hanno insistito sul fatto che un attacco massiccio alle infrastrutture energetiche di Teheran avrebbe innescato ritorsioni devastanti
Un enorme cartellone anti Trump in piazza Valiasr a Teheran
Trump frena sull’Iran: l’attacco rinviato dopo il pressing dei Paesi del Golfo. Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il rinvio di un imminente attacco militare pianificato contro l’Iran, dichiarando ufficialmente di aver accolto le esplicite richieste di mediazione giunte dai leader dei principali paesi arabi del Golfo.
Il dietro le quinte di questo stallo militare e diplomatico di Trump
La vicenda viene analizzata in modo complementare dalle emittenti internazionali Cnn e Al Jazeera, che svelano i profondi nodi strategici dietro la decisione della Casa Bianca.
La ricostruzione di Cnn: l’improvvisa inversione di marcia
La rete statunitense Cnn ha definito la mossa di Trump come un’improvvisa e netta “inversione di marcia” rispetto alla linea fortemente aggressiva dei giorni precedenti, durante i quali il presidente aveva minacciato Teheran di “sparire” se non avesse accettato l’accordo.
Secondo fonti di intelligence citate dall’emittente, questa improvvisa “frenata” è direttamente legata al fortissimo pressing diplomatico esercitato dagli alleati arabi degli Stati Uniti, in particolare Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
I partner arabi hanno insistito sul fatto che un attacco massiccio alle infrastrutture energetiche di Teheran avrebbe innescato ritorsioni devastanti contro i loro stessi territori, destabilizzando ulteriormente i mercati globali e facendo schizzare i prezzi del petrolio a livelli insostenibili.
La prospettiva di Al Jazeera: i nodi del negoziato nucleare
L’emittente del Qatar Al Jazeera ha confermato i dettagli delle dichiarazioni rilasciate da Trump sulla sua piattaforma Truth Social, in cui si specifica che l’emiro del Qatar, Mohammed bin Salman (Arabia Saudita) e Mohammed bin Zayed (Eau) hanno chiesto formalmente di bloccare il raid programmato per favorire le “trattative serie” in corso.
I canali di Al Jazeera sottolineano che i negoziati indiretti continuano serrati attraverso la mediazione diplomatica del Pakistan. Nonostante la retorica pubblica della Casa Bianca, Washington ha inviato a Teheran una serie di “punti e considerazioni riviste”.
Sul tavolo rimangono forti divergenze
La posizione dell’Iran. Fonti vicine ai negoziati riferiscono che Teheran si è detta disposta a riportare l’arricchimento dell’uranio a una soglia limite del 3,7% (in linea con lo storico accordo del 2015).
La pretesa di Trump. Il presidente statunitense continua a pretendere condizioni molto più stringenti o, in alternativa, la consegna totale del materiale arricchito.
Gli analisti della testata araba evidenziano infine una lettura critica. I continui ultimatum di Trump denotano in realtà una mancanza di reale vantaggio strategico, considerando che l’opinione pubblica americana è fortemente contraria a una nuova guerra. E che l’intelligence ha confermato che la stragrande maggioranza del potenziale missilistico iraniano è sopravvissuta indenne ai bombardamenti precedenti.
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