Il piano strategico dell'Autorità di Porto punta a integrare l'isola nella rete di trasporto nazionale del gas, colmando lo storico isolamento energetico
Rigassificatore Snam: il cammino verso la metanizzazione della Sardegna compie un passo avanti decisivo e concreto. All’interno del nuovo Piano Operativo Triennale 2026-2028, formalmente approvato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, è stato ufficialmente inserito lo sviluppo del polo energetico di Oristano.
La Snam accelera a Oristano
Ospiterà il prossimo terminale di stoccaggio e rigassificazione onshore di gas naturale liquefatto gestito da Snam. Il piano strategico mira a integrare l’isola nella rete di trasporto nazionale del gas, colmando lo storico isolamento energetico della regione attraverso un’entrata in funzione progressiva delle infrastrutture stimata tra il 2029 e il 2034.
A conferma dell’accelerazione impressa al progetto, Enura, la società controllata e coordinata da Snam che si occupa della realizzazione della rete nell’isola, ha pubblicato i primi avvisi pubblici ufficiali. Via alle procedure di esproprio e all’imposizione delle servitù di passaggio sui terreni privati.
I decreti riguardano la realizzazione della prima fase della spina dorsale dei gasdotti nel Centro-Sud della Sardegna. Sarà una complessa rete infrastrutturale di 304 chilometri complessivi (di cui 162 chilometri a carattere nazionale e 142 chilometri a livello regionale). Un’iniziativa concepita per unire l’Oristanese a Cagliari, spingendosi fino ai distretti industriali di Iglesias e Carbonia.
La “stazione” del gas
L’infrastruttura di terra non avrebbe tuttavia alcuna utilità senza il punto di approdo del combustibile. Il fulcro del piano energetico sardo rimane proprio la stazione di rigassificazione del porto industriale di Oristano. Si affiancherà al progetto gemello di tipo Fsru – una nave rigassificatrice galleggiante – previsto per il nord dell’isola a Porto Torres. I dossier progettuali completi sono già stati sottomessi al Mase.
Dal punto di vista tecnico, l’impianto a terra di Oristano prevede un sistema integrato con serbatoi criogenici ad alta tecnologia per lo stoccaggio del Gnl su piccola scala. E alimentato da navi gasiere dedicate a ottimizzare la catena di approvvigionamento.
Il dibattito
Nonostante il forte impianto di programma dei porti sardi e del governo, il progetto continua a muoversi al centro di un acceso dibattito pubblico e locale. Diverse associazioni ambientaliste e comitati cittadini hanno già annunciato battaglia legale. E sollevato riserve in merito alla trasparenza delle notifiche di esproprio dei terreni, criticando la scelta di investire massicciamente sulle fonti fossili.
Entro la metà del mese di giugno scadranno formalmente i termini utili per la presentazione delle osservazioni e dei ricorsi alla procedura avviata da Enura, in una fase calda che determinerà i tempi di cantiere per la transizione energetica dell’isola.
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