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Esteri

La Cina vuole ridurre la povertà globale con la GPPAD

L'iniziativa sottoscritta congiuntamente da altri 53 Paesi e 9 organizzazioni internazionali. Le critiche all'iniziativa

di Angelo Vitale -


Pechino ridisegna le geometrie del potere globale puntando sulla cooperazione e sul welfare internazionale: la Cina punta a ridurre la povertà globale attraverso la GPPAD.

La geopolitica dello sviluppo

Due giorni fa, in occasione della giornata di apertura del World Poverty Reduction and Development Forum a Pechino, la Cina ha ufficialmente istituito la GPPAD (Global Partnership for Poverty Alleviation and Development).

L’iniziativa della Cina, sottoscritta congiuntamente da altri 53 Paesi e 9 organizzazioni internazionali, nasce con l’obiettivo nominale di promuovere uno sviluppo equo e accelerare l’eliminazione della povertà nel mondo.

Dietro la retorica della solidarietà si nasconde però una precisa manovra diplomatica mirata a consolidare l’influenza del Dragone sulle economie emergenti e sul Sud del mondo.

Le critiche alla GPPAD

Nonostante il debutto recentissimo, i principali think tank indipendenti occidentali guardano al neonato partenariato con forte scetticismo. Istituti di economia globale e geopolitica — come il Council on Foreign Relations, la Jamestown Foundation, Chatham House e il centro studi europeo Bruegel — non contestano l’obiettivo della lotta alla povertà, ma mettono a nudo i reali nodi strutturali della strategia di Pechino.

Il primo grande timore degli analisti economici riguarda la sostenibilità finanziaria. La GPPAD, letta come un’estensione della Belt and Road Initiative, volta a esportare un modello basato su massicci finanziamenti gestiti da banche statali cinesi.

Il rischio per i Paesi poveri

Questo approccio rischia di spostare i rischi sui bilanci pubblici dei Paesi vulnerabili, alimentando il meccanismo della dipendenza economica. Sul piano politico, si evidenzia l’esportazione di un modello slegato dalla tutela dei diritti umani e dalla trasparenza.

La formula cinese del “rispetto delle realtà nazionali”, rilanciata dall’agenzia ufficiale Xinhua, interpretata dagli analisti come un lasciapassare che legittima i governi autoritari del blocco emergente. Così da offrire aiuti senza richiedere standard democratici.

Infine, i centri specializzati in guerra dell’informazione considerano la GPPAD uno strumento di propaganda e distrazione strategica.

Il Dragone guida benevola del Sud del mondo

Mentre la Cina affronta forti squilibri economici interni, legati alla crisi immobiliare e al calo dei consumi, la ribalta internazionale permette a Pechino di accreditarsi come guida benevola del Sud globale.

Attraverso i media di regime come il Global Times, la Cina sfrutta queste piattaforme per dipingersi come l’unica reale portatrice di pace e sviluppo, attaccando l’Occidente e tentando di isolarne progressivamente l’influenza politica sullo scacchiere internazionale.


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