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Crisi turismo, le agenzie di viaggio: Il danno lo fanno i media

Secondo l'Osservatorio Aidit la narrazione è allarmistica

di Angelo Vitale -


Turismo 2026, l’allarme delle agenzie di viaggio: “Il vero danno arriva dalla narrazione mediatica, non dalla guerra”. L’Osservatorio Aidit fotografa un settore ancora in difficoltà: il 90% delle agenzie segnala vendite in calo. Ma per quasi il 90% degli operatori il principale freno alle prenotazioni è l’allarmismo mediatico e la diffusione di informazioni non verificate.

Aidit lancia l’allarme: “La crisi della fiducia pesa più della crisi reale”

Non è la mancanza di voglia di viaggiare a frenare il turismo organizzato italiano. Secondo i dati dell’Osservatorio, il vero problema è la crescente percezione del rischio alimentata da una comunicazione spesso allarmistica.

L’indagine, realizzata su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite in tutta Italia, evidenzia come il settore continui a subire pesanti ripercussioni. Ben il 90% degli operatori registra vendite inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il 74,7% segnala un peggioramento del business nelle ultime settimane.

A preoccupare maggiormente gli addetti ai lavori è però un altro dato: l’87,6% delle agenzie individua nei media il principale fattore che sta rallentando la domanda turistica.

Fake news e informazioni distorte

L’Osservatorio racconta un fenomeno che ritiene sempre più diffuso: le agenzie trascorrono gran parte del proprio tempo a correggere informazioni errate e a rassicurare i viaggiatori.

Il 94,5% degli agenti dichiara infatti di dover smentire frequentemente notizie false o fuorvianti. Tra i casi più citati emerge una fake news che ha avuto particolare risonanza tra i clienti: la presunta carenza di carburante per gli aerei, con l’ipotesi che le scorte potessero esaurirsi entro metà maggio.

Secondo gli operatori, la diffusione di informazioni non verificate contribuisce ad aumentare l’incertezza e a rallentare le decisioni di acquisto.

Telegiornali e social network sotto accusa

Sul ruolo dell’informazione emerge una posizione quasi unanime. Tra i canali ritenuti maggiormente responsabili della crescita del clima di preoccupazione figurano telegiornali nazionali (86,9%), social network (52,9%), quotidiani online (29,2%).

Per gli operatori turistici, la copertura mediatica degli eventi internazionali sta incidendo sulla percezione del rischio più di quanto incidano le reali condizioni operative delle destinazioni.

“Serve un’informazione più responsabile”

Secondo il presidente Aidit, Domenico Pellegrino, il problema principale non riguarda la volontà degli italiani di viaggiare, ma il clima di sfiducia generato da notizie spesso amplificate o non adeguatamente verificate.

Le agenzie chiedono quindi un maggiore supporto istituzionale e linee guida ufficiali da condividere con i clienti, ritenendo che la principale emergenza del momento sia di natura comunicativa e reputazionale.


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