Nel 2026 siamo ancora alle ginocchiere: una sconfitta per le donne e per la politica
“Lei non ha rialzato la schiena, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. Queste le parole pronunciate alla Camera dal deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri durante il dibattito sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo. Una frase che ha oscurato il confronto politico e acceso uno scontro morale. Silvestri stava criticando quella che ha definito la posizione di subordinazione del Governo nei confronti degli alleati internazionali, in particolare sul dossier mediorientale.
Meloni, le ginocchiere e l’intervento di risposta
Nel suo intervento ha fatto riferimento alla necessità di “raddrizzare la schiena” dopo il referendum e ha accusato la premier di non averlo fatto, sostenendo invece che avesse “indossato delle ginocchiere per stare più comoda”. Un’espressione “vergognosa”, come ha definito in Aula il deputato FdI Paolo Trancassini, chiedendo l’intervento della Presidenza della Camera e l’apertura di un’istruttoria. La risposta della premier è arrivata poco dopo, durante la replica conclusiva.
In uno dei passaggi più accesi del suo intervento, Giorgia Meloni si è rivolta direttamente alle opposizioni. “Vi dà fastidio che la prima donna presidente del Consiglio dell’Italia sia arrivata da destra perché voi non siete stati capaci di proporla”. Poi l’affondo. “Quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una persona che senza mai indossare delle ginocchiere è arrivata dov’è arrivata senza favori, senza aiuti e senza favoritismi”.
Parole accolte da una standing ovation e da lunghi applausi dei parlamentari di Fratelli d’Italia. Successivamente – con i buoi ormai già usciti dalla stalla – Silvestri ha tentato di chiarire il significato della sua espressione, sostenendo che il riferimento non fosse sessista ma politico. “La questione era legata alla postura politica del governo e non a una questione sessista”, ha spiegato in Aula. Il deputato cinquestelle ha aggiunto che nella storia italiana molti uomini si sono “inginocchiati politicamente”. Davanti a interessi, lobby e criminalità organizzata e che le sue parole erano state interpretate in malafede.
Le intenzioni e l’effetto
Una spiegazione che vale poco. Perché il punto non è soltanto quale fosse l’intenzione, il punto è il significato che quelle parole inevitabilmente assumono quando vengono rivolte a una donna e, per di più, alla prima donna presidente del Consiglio della storia della Repubblica italiana. Perché ci sono espressioni che portano con sé riferimenti e allusioni impossibili da ignorare. È difficile immaginare che la stessa frase sarebbe stata pronunciata con la stessa leggerezza (e, permettetemi di dire con gli stessi intenti) nei confronti di un presidente del Consiglio uomo.
È difficile pensare che un leader politico maschio sarebbe stato accusato di aver “indossato delle ginocchiere” senza che il dibattito assumesse una connotazione diversa. Per questo la vicenda va oltre lo scontro politico, oltre il giudizio sull’operato di Giorgia Meloni, che può essere criticata perché la critica è il sale della democrazia. Il sessismo, invece, rappresenta povertà sia per il confronto sia per chi ne fa uso.
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