Caso Garlasco, Alberto Stasi esce dal carcere
Alberto Stasi esce definitivamente dal carcere e torna a essere un uomo libero. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza presentata dalla difesa, disponendo la scarcerazione e il suo contestuale affidamento in prova ai servizi sociali. La decisione ha ricevuto il parere favorevole della Procura Generale milanese, segnando un punto di svolta per l’ormai seguitissimo caso di Garlasco.
La decisione del Tribunale e il nuovo scenario giudiziario
Dopo dieci anni e sei mesi trascorsi dietro le sbarre, per l’ex fidanzato di Chiara Poggi si aprono le porte del penitenziario di Bollate, dove negli ultimi mesi si trovava già in regime di semilibertà per motivi di lavoro.
L’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza arriva in un momento di estrema delicatezza per l’intero impianto accusatorio del caso Garlasco. La stessa Procura Generale di Milano sta infatti esaminando gli elementi utili per la valutazione della formale richiesta di revisione del processo, volta a ribaltare la condanna definitiva a sedici anni di reclusione inflitta a Stasi, il quale ha sempre ribadito la propria assoluta estraneità al delitto. I presupposti legali per la concessione della misura alternativa poggiano sul percorso rieducativo del condannato e sul parere positivo espresso dagli organi inquirenti.
A determinare il mutamento della prospettiva generale è stata la recente e clamorosa chiusura dell’inchiesta bis condotta dalla Procura di Pavia in merito all’omicidio di Chiara Poggi. I magistrati di Pavia hanno infatti notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Andrea Sempio, individuando in quest’ultimo il presunto responsabile dell’assassinio.
I nuovi accertamenti tecnici, che includono perizie sul materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima e una differente retrodatazione dell’orario del decesso, hanno indebolito i vecchi pilastri indiziari, offrendo alla difesa nuove sponde per richiedere la cancellazione della sentenza passata in giudicato.
Una nuova vita lontano da Garlasco
Il provvedimento stabilisce che Alberto Stasi sconterà il residuo della pena lavorando stabilmente. Ricoprirà il ruolo di responsabile dell’amministrazione presso la stessa società che già lo ospitava durante le ore diurne del regime di semilibertà. Le prescrizioni del Tribunale dispongono inoltre che l’uomo non farà rientro a Garlasco. Ha scelto di prendere in affitto un appartamento situato in un comune dell’hinterland milanese per iniziare questo capitolo della sua esistenza.
Nel momento del congedo dalla struttura carceraria di Bollate, Stasi ha voluto portare con sé soltanto gli effetti personali strettamente necessari e i propri indumenti. Ha deciso invece di lasciare i beni acquistati durante gli anni di reclusione a beneficio degli altri detenuti del reparto, donando loro un frigorifero e un ventilatore.
Mentre l’affidamento in prova traccia il perimetro della sua ritrovata quotidianità fuori dalle mura carcerarie, l’attenzione dei legali rimane concentrata sulla Corte d’Appello di Brescia, a cui spetterà l’eventuale verdetto sulla riapertura formale del processo.
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