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El Niño è tornato e il 2026 rischia di diventare un anno estremo

El Niño esplode nel 2026 ecco perché i meteorologi parlano di clima estremo globale

di Gianluca Pascutti -


El Niño si è ormai formato e i centri meteorologici internazionali osservano già segnali chiari e marcati. Il fenomeno sta entrando in una fase intensa, con un impatto che potrebbe estendersi a ogni continente. Le anomalie termiche del Pacifico tropicale crescono da settimane e indicano un’evoluzione forte, capace di influenzare temperature, piogge e circolazione atmosferica su scala planetaria.

Le anomalie del Pacifico mostrano un riscaldamento eccezionale

Le acque superficiali e sottomarine del Pacifico equatoriale registrano un aumento costante. Questo calore in eccesso alimenta la convezione tropicale e modifica la posizione dei venti che regolano il clima globale. I modelli stagionali concordano su un rafforzamento progressivo durante l’estate e una persistenza fino all’autunno, con effetti che potrebbero superare quelli degli ultimi anni.

Perché i meteorologi parlano di potenza meteorologica globale

El Niño altera la circolazione atmosferica e amplifica fenomeni già in atto. Il 2026 potrebbe vedere ondate di calore più frequenti, piogge violente in alcune regioni e siccità in altre. L’energia accumulata nel Pacifico può intensificare gli uragani del bacino orientale e ridurre l’attività in Atlantico. Le ripercussioni coinvolgono agricoltura, risorse idriche, infrastrutture e sistemi energetici.

Un pianeta già caldo rende l’impatto più critico

Il riscaldamento globale degli ultimi anni ha portato la temperatura media terrestre a livelli record. L’arrivo di un El Niño forte in questo contesto aumenta il rischio di superare nuove soglie climatiche. Gli scienziati osservano un’accelerazione dei processi atmosferici e una maggiore sensibilità del sistema climatico a ogni variazione del Pacifico.

Cosa può accadere in Europa e in Italia

Gli effetti europei non sono diretti come nelle regioni tropicali, ma gli scenari più probabili includono un’estate più calda della media e una maggiore alternanza tra fasi secche e precipitazioni improvvise. L’autunno potrebbe risultare più instabile, con episodi intensi concentrati in brevi periodi. El Niño 2026 non è un semplice ritorno del fenomeno. Le anomalie del Pacifico, la durata prevista e il contesto climatico globale indicano un evento forte capace di influenzare il meteo mondiale per mesi. I meteorologi osservano un sistema in rapido cambiamento e invitano a seguire con attenzione l’evoluzione costantemente.


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