Licenze Patriot: Kiev ci spera, Washington cauta
Gli Stati Uniti, i partner europei e l'Ucraina ufficialmente impegnati in trattative riservate per estendere all'estero la produzione statunitense di sistemi d'arma ad altissima tecnologia
Una svolta strategica di portata storica per gli equilibri transatlantici: licenze Patriot per Kiev. Nel post dichiarazione finale del G7 di Evian e nei complessi negoziati sul dossier Ucraina una possibile strada aperta.
Il post G7
Gli Stati Uniti, i partner europei e Kiev sono ufficialmente impegnati in trattative riservate per estendere all’estero le licenze di produzione statunitensi per sistemi d’arma ad altissima tecnologia. Un passo politico e militare senza precedenti, considerando la tradizionale parsimonia con cui il Pentagono tutela i propri segreti industriali e i sistemi di difesa più sensibili.
I fari della comunità internazionale e degli analisti dell’Institute for the Study of War puntati soprattutto sulla produzione degli intercettori Patriot.
Un sistema di difesa aerea ritenuto vitale per permettere a Kiev di proteggere le proprie infrastrutture critiche dai missili balistici russi in vista del prossimo inverno. Così evitando i devastanti blackout elettrici che hanno già messo in ginocchio la popolazione nei mesi scorsi.
I rumors da Washington e il nodo della produzione in Europa
Nel documento ufficiale di Evian tracce sui Paesi del G7 pronti a considerare la cessione di queste licenze avanzate. I dettagli operativi, parzialmente avvolti dal segreto diplomatico. Dietro le quinte di Washington, fonti vicine al Dipartimento della Difesa Usa suggerirebbero che l’amministrazione americana stia valutando un doppio binario strategico.
Considerata la forte pressione di Kiev per localizzare la produzione direttamente in Ucraina, persistono i forti timori del Pentagono legati alla sicurezza dei siti produttivi sotto costante minaccia dei bombardamenti russi e al rischio di spionaggio tecnologico.
Per superare questo stallo, i rumors d’oltreoceano indicano come ipotesi più probabile la creazione di un hub manifatturiero in Europa centrale, con la Polonia e la Germania in prima fila.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha confermato che i membri del G7 discuteranno separatamente un sistema di licenze esteso specifico per le imprese manifatturiere europee. Una mossa per blindare il know-how americano garantendo al contempo una catena di approvvigionamento sicura e massiccia per l’esercito ucraino.
Le trattative con Zelensky, la cautela del Pentagono
Il dibattito sul futuro della difesa aerea ha visto il coinvolgimento diretto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per l’emittente ucraina Suspline, i leader del G7 hanno affrontato la questione in un bilaterale blindato.
Ma la posizione della Casa Bianca e del Pentagono rimane improntata alla massima prudenza. Dagli Stati Uniti solo un formale impegno a studiare la fattibilità tecnica ed economica del piano. Per il via libera definitivo – ove dovesse esserci – serve tempo.
Parallelamente, fonti francesi citate da Le Parisien, insistono su un principio di accordo quadro già stato trovato per la produzione su licenza non solo dei Patriot. Non solo. Includerebbe munizioni e missili a lungo raggio direttamente sul suolo ucraino attraverso joint-venture con i colossi della difesa europei.
La decisione finale, successiva a complessi test di fattibilità e dalle garanzie di sicurezza dei Paesi europei da offrire a Washington nelle prossime settimane.
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