Meloni replica a Ben Gvir, il nodo negoziato Ue-Kiev-Mosca
Nucleare e migranti, le parole della premier: "Finiti i tempi in cui se ne accoglievano di più per ottenere flessibilità"
L’Italia sosterrà le sanzioni ai coloni, parole e musica di Giorgia Meloni che rispedisce al mittente le ingiuriose affermazioni del ministro alla Sicurezza di Tel Aviv Ben Gvir. La premier, che sta parlando alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, ha fatto chiarezza sulla posizione del governo rispetto a Israele e alle sue politiche di insediamento. “Abbiamo chiesto di porre fine a quelle politiche”, ha spiegato Meloni. Che ha aggiunto: “Abbiamo chiesto a Israele di garantire giustizia per le violenze dei coloni, di rispettare i Luoghi Santi di Gerusalemme, di revocare le restrizioni finanziarie che rischiano di strozzare l’Autorità palestinese”.
Meloni, tra sanzioni e Ben Gvir
La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha dunque proseguito tornando sul caso diplomatico tra Roma e Tel Aviv di qualche giorno fa ossia le accuse di Ben Gvir all’Italia, dopo la notizia dell’apertura di un’inchiesta a suo carico da parte della Procura della Repubblica di Roma. “L’Italia intende sostenere misure mirate contro coloro che, come i coloni violenti, fomentano l’odio e l’estremismo, compromettendo la prospettiva dei due Stati, o come il ministro Ben-Gvir, che abbiamo chiesto di sanzionare a fronte dell’inaccettabile comportamento di cui si è reso protagonista nei confronti di cittadini italiani”.
“Parole poco dignitose”
A Meloni le frasi ingiuriose di Ben Gvir non sono andate per nulla giù. “Approfitto anche per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto sulla nostra nazione qualche giorno fa, dichiarazioni che considero inaccettabili per l’Italia, ma anche poco dignitose per Israele”, ha tuonato la premier. Che promette attivismo da parte di Roma a Bruxelles: “Lavoreremo perché l’Unione esprima una posizione comune, seria e credibile. L’Europa ha gli strumenti per dire la sua, a partire dal regime sanzionatorio”.
Sulla Russia la premier non cambia idea
La posizione di Meloni a proposito del conflitto tra Russia e Ucraina non è cambiata. “A oltre quattro anni dall’avvio dell’aggressione russa contro Kiev, quell’aggressione, a dispetto dei continui proclami, non si è mai trasformata in una vittoria. E questo – ha detto Meloni – è stato possibile grazie all’eroica resistenza del popolo ucraino e al sostegno che la nazione aggredita ha ricevuto dagli alleati europei e occidentali, Italia compresa”. E dunque: “Deriva anche da qui la frustrazione di Mosca, che si traduce in nuovi e massicci attacchi contro la popolazione civile. Così come gli ultimatum rivolti a Kiev e le ripetute violazioni dello spazio aereo dell’Unione europea e della NATO, che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania. Comportamenti inaccettabili, che l’Italia ha condannato e condanna con fermezza”.
Il nodo del negoziato
Se si parla di guerra tra Russia e Ucraina è fatale arrivare al punto nodale della vicenda, ossia quella del negoziato e della posizione Ue. “Dal nostro punto di vista, l’obiettivo finale del negoziato, occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei nel tavolo negoziale”. E questo. “Perché procedere a tentoni con formati variabili, non adeguatamente rappresentativi, produce solo frammentazione, confusione, debolezza”. ha detto Meloni. Che ha spiegato: “Cioè, il tema vero, dal mio punto di vista, non è chi faccia o meno parte di questo o di quel formato, ma piuttosto il fatto che allo stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell’intera Europa”.
Obiettivo nucleare
Per Giorgia Meloni c’è un tema importante che è connesso alle vicende russo-ucraine e pure a quelle con Israele, Iran e Ben Gvir. L’energia. La premier rivendica: “Il nostro Governo è impegnato nella realizzazione di un mix energetico nazionale utile agli interessi dei cittadini e delle imprese. È per questo che abbiamo varato un disegno di legge delega sull’energia nucleare, che riteniamo la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio e lungo periodo. È per questo che continuiamo a sostenere l’importanza dei biocarburanti come vettore energetico di transizione. Per questo che con il nostro Governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili”.
“Finiti i tempi di migranti in cambio di flessibilità”
Sulle dinamiche migratorie, Giorgia Meloni rivendica la nuova postura di Palazzo Chigi rispetto a Bruxelles. Tirandola direttamente in ballo. “Sono lontani i tempi in cui l’Italia per avere maggiore flessibilità di bilancio doveva dirsi favorevole a ricevere più immigrati illegali. Quelli erano altri tempi”. Una stoccata nemmeno troppo leggera a chi l’ha preceduta alla guida del Paese. “Oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità mentre riesce ad ottenere una riduzione dell’80% degli immigrati illegali che sbarcano sulle coste italiane”.
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