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Politica

Vigilanza Rai: dimissioni opposizioni. E molla pure il cdx

Il terremoto politico esplode a poche ore da un appuntamento cruciale per l'azienda. Domani, venerdì 3 luglio, è infatti in programma ad Ancona la presentazione ufficiale dei palinsesti autunnali della Tv di Stato

di Elizabeth Costello -

La sede Rai di viale Mazzini


Terremoto in Rai: dimissioni della presidente Floridia e di tutti i membri d’opposizione della Vigilanza. Un guscio vuoto: va via anche il cdx.

Le dimissioni

Clamoroso strappo istituzionale sul fronte del servizio pubblico radiotelevisivo. La senatrice del Movimento 5Stelle Barbara Floridia ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni da presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Consegnata la lettera ai presidenti di Senato e Camera. Contestualmente, in una mossa coordinata che azzera la rappresentanza delle minoranze nell’organo bicamerale di garanzia, tutti i commissari dei partiti di opposizione hanno presentato le proprie dimissioni in blocco.

Le motivazioni dello strappo in Vigilanza Rai: “Commissione in ostaggio”

Alla base della decisione drastica c’è lo stallo totale che blocca i lavori della Commissione. Da quasi due anni, infatti, la maggioranza di centrodestra fa sistematicamente mancare il numero legale. Ciò, per evitare che si voti sulla ratifica di Simona Agnes alla presidenza della Rai. Il fatto, non avendo i numeri necessari (la maggioranza qualificata dei due terzi) per approvarla senza l’apporto delle minoranze.

“Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito”, ha dichiarato duramente Barbara Floridia affidando il suo sfogo ai canali social ufficiali. “Il boicottaggio sistematico della Commissione di Vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre. Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini”.

Floridia ha inoltre sottolineato l’allarme per il mancato adeguamento dell’Italia al regolamento europeo Media Freedom Act, in vigore da un anno.

Le reazioni politiche delle minoranze e l’impatto sui palinsesti

I rappresentanti dei partiti d’opposizione (dem, M5S, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva) hanno confermato che “la misura è colma” e che la decisione di lasciare l’organo di controllo è l’unica via per denunciare quella che definiscono “un’occupazione militare della governance Rai”. I parlamentari accusano il centrodestra di aver paralizzato l’attività ordinaria, impedendo lo svolgimento di audizioni urgenti sull’andamento aziendale e sui chiarimenti editoriali richiesti.

Il terremoto politico esplode a poche ore da un appuntamento cruciale per l’azienda. Domani, venerdì 3 luglio, è infatti in programma ad Ancona la presentazione ufficiale dei palinsesti autunnali della Rai, un momento chiave che ora rischia di essere pesantemente oscurato dalla crisi istituzionale in corso.

Molla pure il centrodestra

A seguito dello strappo delle minoranze, anche tutti i componenti del centrodestra hanno rassegnato le proprie dimissioni in blocco dalla Commissione di Vigilanza Rai, consumando l’azzeramento totale dell’organo.

In una nota ufficiale, i parlamentari della maggioranza hanno dichiarato: “Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra”.

Nel testo, il centrodestra accusa l’opposizione di aver “sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare”. E sottolinea l’anomalia per cui il vertice aziendale non possa essere eletto a maggioranza dopo un certo numero di votazioni, eventualità invece “prevista perfino per la carica di presidente della Repubblica”.


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